La Rotonda di Mosta

Una cupola enorme in una cittadina qualunque

Mosta è una cittadina del centro di Malta, trafficata e non particolarmente pittoresca. Ci si passa spesso perché si trova sulla strada che da Valletta porta verso il nord dell’isola, ma di solito non ci si ferma. Almeno fino a quando non si alza lo sguardo e si nota la cupola.

La Rotonda di Mosta — ufficialmente Santwarju Bażilika ta’ Santa Marija, il Santuario Basilica dell’Assunzione di Nostra Signora — è una di quelle cose che non ti aspetti. Una cupola di quasi quaranta metri di diametro interno che sbuca dal nulla, in un paese dove le strade sono strette e il parcheggio è un’impresa. Il contrasto tra le dimensioni della chiesa e quelle di tutto il resto è la prima cosa che colpisce, e non smette di colpire neanche dopo averla vista diverse volte.

Come è nata

La storia della costruzione è interessante almeno quanto il risultato. L’architetto Giorgio Grognet de Vassé la progettò ispirandosi apertamente al Pantheon di Roma, e fin qui niente di strano. Il dettaglio curioso è che Grognet non aveva una vera formazione accademica in architettura: si fece aiutare da un architetto della famiglia Sammut per le consulenze tecniche, ma il progetto era il suo. Non tutti erano convinti: qualcuno obiettò che un tempio romano non fosse il modello più adatto per una chiesa cattolica. Alla fine vinse il progetto, e i lavori cominciarono nel 1833.

La costruzione durò quasi trent’anni e fu finanziata e in buona parte realizzata dagli stessi abitanti di Mosta, che ci lavoravano la domenica e nei giorni festivi. Un altro dettaglio notevole: la nuova chiesa fu costruita attorno a quella vecchia, che rimase in piedi e continuò a funzionare per tutta la durata dei lavori. Solo quando la struttura esterna fu completata, la vecchia chiesa venne demolita dall’interno. Un’operazione che oggi suona folle ma che evidentemente funzionò.

La bomba del 9 aprile 1942

La Rotonda è famosa in tutto il mondo soprattutto per quello che successe durante la Seconda Guerra Mondiale. Malta fu bombardata in modo devastante tra il 1940 e il 1943: alla fine del conflitto era il paese più bombardato del pianeta, un dato che aiuta a capire il contesto.

Il 9 aprile 1942 una bomba tedesca sfondò la cupola della Rotonda e cadde all’interno della chiesa. Era l’ora della messa e dentro c’erano circa trecento persone. La bomba non esplose. Rimbalzò sul pavimento e si fermò senza detonare. Un reparto del Royal Engineers la disinnescò e la gettò in mare al largo della costa occidentale di Malta. Nessuno rimase ferito.

L’episodio è uno dei più raccontati nella storia dell’arcipelago. A Mosta e in tutta Malta viene considerato un evento straordinario, e nella sacrestia è esposta una replica della bomba — un cilindro di metallo lungo e pesante che, visto da vicino, rende molto concreta l’idea di cosa sarebbe potuto accadere quel giorno. A guerra finita, due anni dopo, il pilota tedesco che aveva sganciato la bomba tornò a Mosta per scusarsi. La comunità locale lo perdonò.

Cosa si vede dentro

L’interno della Rotonda merita anche al netto della storia della bomba. La cupola vista dal basso è impressionante: decorata in blu, oro e bianco, con dipinti di Giuseppe Calì e di altri artisti. Otto nicchie si aprono lungo il perimetro circolare, con l’altare maggiore in un’abside profonda.

Il biglietto d’ingresso (5 euro) comprende la visita alla basilica, l’accesso al balcone interno della cupola — da cui la prospettiva è diversa e vale il prezzo da sola — e al rifugio antiaereo della Seconda Guerra Mondiale che si trova sotto la chiesa, scavato nella roccia calcarea. Il rifugio è piccolo rispetto ad altri che si trovano a Malta, ma è ben curato e ha pannelli informativi che raccontano la vita durante i bombardamenti. È disponibile anche un’audioguida tramite app.

La rivalità con Xewkija

Un aspetto che diverte chi conosce un po’ la cultura maltese: i parrocchiani di Xewkija, a Gozo, sostengono che la loro Rotonda sia più grande di quella di Mosta. In realtà il diametro della cupola di Xewkija è decisamente inferiore (25 metri contro i 39,6 di Mosta) ma la struttura gozitana è più alta e ha una capacità volumetrica maggiore. La questione non è mai stata risolta in modo definitivo, e probabilmente non lo sarà mai: le rivalità tra parrocchie a Malta sono una cosa seria, e fanno parte del tessuto culturale dell’arcipelago almeno quanto le chiese stesse.

Informazioni pratiche

La Rotonda si trova al centro di Mosta, in Rotunda Square, ed è impossibile non vederla. Arrivarci in bus da Valletta è facile: le linee 41, 42, 44, 45 e 48 fermano a pochi passi. Da Buġibba si prendono la 48 o la 186, da Sliema la 212 fino a Buġibba e poi la 103. In macchina il problema non è trovare la chiesa, è trovare dove parcheggiare: Mosta è congestionata e i posti sono pochi. Se potete, prendete il bus.

Gli orari di visita: dal lunedì al venerdì dalle 9:30 alle 18:00 (ultimo ingresso 17:30), il sabato dalle 9:30 alle 16:30 (ultimo ingresso 16:00), la domenica dalle 12:00 alle 17:00 (ultimo ingresso 16:30). Se capitate durante una messa la visita turistica non è possibile, quindi controllate gli orari delle funzioni sul sito della parrocchia. L’ingresso costa 5 euro e comprende la basilica, il rifugio e il balcone della cupola.

Mosta non offre moltissimo oltre alla Rotonda, quindi noi consigliamo di abbinare la visita con Mdina, che si trova a pochi minuti di distanza ed è una delle mete più belle dell’isola.

Per approfondire

Se volete saperne di più sulla storia della Rotonda e della bomba del 1942, ecco alcune risorse utili:

Sito ufficiale della parrocchia di Mosta — orari aggiornati, informazioni sulla visita e sulla storia della basilica.

Rotunda of Mosta su Wikipedia — la voce enciclopedica con dettagli architettonici e storici.

Mosta su Wikipedia — per chi è curioso sulla cittadina e sulla sua storia, compresa la leggenda della sposa rapita dai pirati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto