Dwejra

Un posto che vale anche senza la sua attrazione più famosa

Dwejra è stata per decenni il posto più fotografato di Gozo, grazie alla Azure Window — l’arco di roccia calcarea che è crollato nel 2017. La perdita è stata significativa, e chi arriva qui per la prima volta sapendo cosa c’era prima può provare un certo senso di mancanza. Ma Dwejra non era solo la Finestra Azzurra, e quello che resta è più che sufficiente a giustificare la visita. Anzi: il posto ha un fascino aspro e un po’ selvaggio che si apprezza meglio adesso, senza le folle che venivano solo per la foto all’arco.

Dwejra
Dwejra il mare interno

Il Mare Interno

L’Inland Sea — in maltese Qawra — è una piccola laguna semicircolare, profonda al massimo un paio di metri, collegata al mare aperto attraverso una grotta naturale nella scogliera. Le barchette dei pescatori locali ci escono e ci rientrano da secoli, e oggi le stesse barchette portano i turisti attraverso il tunnel fino al mare aperto.

Il giro in barca vale assolutamente la pena. Si attraversa la grotta — lunga circa ottanta metri — e si esce all’aperto sulla costa occidentale di Gozo, dove le scogliere sono altissime e l’acqua cambia colore in modo spettacolare. Da fuori si vedono anche le grotte lungo la costa e, guardando in basso nell’acqua limpida, si distinguono i massi che un tempo formavano la Azure Window. Il giro dura circa quindici-venti minuti e costa intorno ai 5 euro a persona, in contanti. In giornate di mare mosso le uscite vengono cancellate, quindi se il mare è calmo non rimandate.

La laguna stessa è tranquilla e fotogenica: le barche colorate dei pescatori ormeggiate sulla riva, la cappella di Sant’Anna sullo sfondo, la scogliera che chiude l’orizzonte. La sera, quando i turisti se ne vanno, i locali tirano fuori le barche dai garage, apparecchiano i tavoli e si godono il posto in pace. È uno di quei momenti che valgono più di qualsiasi attrazione ufficiale.

Blue Hole
Blue Hole (visto dall’alto)

Il Blue Hole

Il Blue Hole è una formazione carsica naturale: una sorta di pozzo circolare scavato nella roccia, largo circa dieci metri e profondo quindici, collegato al mare aperto attraverso un arco sottomarino. Visto dall’alto sembra una piccola piscina naturale incastonata negli scogli. È uno dei siti di immersione più famosi del Mediterraneo e attrae subacquei da tutto il mondo.

Per arrivarci bisogna camminare qualche minuto sugli scogli di calcare corallino che separano il Blue Hole dal parcheggio. È una camminata breve ma la roccia è durissima, irregolare, quasi affilata in certi punti. Le infradito non vanno bene: servono scarpe chiuse o almeno zoccoli con una suola robusta. Ci sono dei gradini scavati nella roccia verso la fine del percorso, ma il tratto iniziale è su scogli veri.

Il Blue Hole è fisicamente molto piccolo. È letteralmente una piscina, e in estate è facile ritrovarsi a condividerlo con altri bagnanti e con i subacquei che si preparano per le immersioni. Il momento migliore per andarci è al mattino presto o al tramonto, quando c’è meno gente e la luce è migliore.

Non serve essere sub per godersi il Blue Hole. Portatevi una maschera da snorkeling: anche senza bombole e senza particolare esperienza, basta mettere la testa sott’acqua per trovarsi davanti uno spettacolo. Le pareti del pozzo sono coperte di alghe e spugne colorate, tra le rocce si muovono banchi di pesci, ricci, e con un po’ di fortuna si vedono anche i polpi. L’acqua è così limpida che non serve scendere in profondità — basta galleggiare e guardare in basso.

la torre di Dwejra
la torre di Dwejra

La torre di Dwejra e Fungus Rock

La torre di Dwejra (Torri tad-Dwejra) è una torre di avvistamento costruita nel 1652 dai Cavalieri di Malta come parte del sistema difensivo costiero dell’arcipelago. Si trova sul promontorio sopra il Mare Interno e offre una bella vista sulla baia e sulla costa. A volte ospita un piccolo museo marittimo — vale la pena controllare se è aperta prima di andare.

Da lassù si vede bene anche Fungus Rock, l’isolotto di roccia che si staglia al centro della baia. Il nome viene da una pianta — il Cynomorium coccineum, che i Cavalieri credevano fosse un fungo dalle proprietà medicinali. I Cavalieri la consideravano così preziosa che ne vietarono la raccolta non autorizzata e fecero presidiare l’isolotto. In realtà non è un fungo ma una pianta parassita, e le sue proprietà curative sono state ridimensionate nel tempo. L’isolotto oggi fa parte di un’area protetta e non è accessibile, ma si vede benissimo dalla costa e dalle barchette del Mare Interno.

Mangiare a Dwejra

A Dwejra non ci sono ristoranti eleganti, ma si mangia. Al parcheggio si trovano dei chioschetti che vendono panini, bibite e snack — niente di raffinato ma comodo se avete fame dopo il giro. Ci sono almeno due ristoranti: uno, più rustico, offre la vista sul mare interno, un altro invece si trova accanto al parcheggio. E’ più elegante ed ha l’aria condizionata. Non aspettatevi cucina gourmet, ma il pesce è fresco e il panorama compensa tutto il resto.

Dwejra
Dwejra: il giro in barca

Come arrivare

Dwejra si trova nel territorio di San Lawrenz, sulla costa occidentale di Gozo. In macchina dal terminal dei traghetti di Mġarr ci si arriva in circa venticinque-trenta minuti. C’è un parcheggio, non enorme ma di solito sufficiente fuori dall’alta stagione. In autobus da Victoria si raggiunge con la linea 311. Le indicazioni stradali portano a Dwejra senza problemi — è una destinazione ben segnalata.

Se avete mezza giornata a Gozo, Dwejra è probabilmente il posto migliore dove passarla. Il giro in barca, la passeggiata fino al Blue Hole, un pranzo al chiosco e un po’ di tempo a guardare il mare dalla torre: è una mattinata o un pomeriggio ben speso.

Per approfondire

Finestra Azzurra su Wikipedia — la storia dell’arco crollato e dell’intera area di Dwejra.

Dwejra su Wikipedia (in inglese) — informazioni geologiche e naturalistiche sulla baia.

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