Il restauro della batteria di Qbajjar

Ventun anni per salvare un forte del Settecento

Il governo maltese ha annunciato che la Qolla l-Bajda Battery, la fortificazione costiera di Qbajjar sulla costa nord di Gozo, sarà affidata all’associazione ambientalista Din l-Art Ħelwa per il restauro e l’apertura al pubblico. La notizia è arrivata dopo una riunione del consiglio ai primi di marzo 2026 e chiude una vicenda durata quasi vent’anni, fatta di promesse non mantenute, battaglie legali e burocrazia maltese nella sua forma più esasperante.

Per capire perché questa notizia è importante bisogna conoscere la storia del posto.

Da forte dei Cavalieri a discoteca

La batteria fu costruita tra il 1715 e il 1716 dall’Ordine di San Giovanni come parte della rete di fortificazioni costiere dell’arcipelago. Si affaccia sulle baie di Qbajjar e Xwejni, nella zona delle saline di Marsalforn, ed è la più antica batteria d’artiglieria sopravvissuta a Gozo. L’altra, la St Anthony’s Battery a Qala, risale al 1730 ed è già curata da Din l-Art Ħelwa.

Dopo essere stata abbandonata nell’Ottocento e riutilizzata brevemente come posto di osservazione durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1978 la batteria fu data in concessione a un privato dal governo dell’epoca. Il concessionario la trasformò in una discoteca chiamata Rook. Per adattare un forte militare del Settecento a locale notturno furono tagliati ampi varchi nelle mura storiche, aggiunte strutture non autorizzate sulla piattaforma dei cannoni e modificato l’ingresso originale. Interventi illegali che compromisero gravemente la struttura.

La concessione è scaduta nel 2003. Da quel momento la batteria rimase in un limbo: il concessionario non la riconsegnò facilmente, le cause legali si trascinarono, e nel frattempo il forte rimase esposto alle intemperie, ai vandali e all’incuria. Già nel 2005 la Soprintendenza per il Patrimonio Culturale aveva raccomandato di affidare il sito a Din l-Art Ħelwa. Nel 2007 l’associazione chiese formalmente la custodia. La risposta è arrivata nel 2026.

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Cosa succederà adesso

La sezione gozitana di Din l-Art Ħelwa, fondata nel 2021, si occuperà del restauro in collaborazione con il Consiglio Locale di Żebbuġ. L’associazione ha esperienza in questo tipo di interventi: ha già restaurato la St Anthony’s Battery a Qala e la St Mary’s Battery a Comino, entrambe fortificazioni dello stesso periodo.

L’obiettivo è riportare la batteria alla sua forma originale, rimuovere le aggiunte illegali e aprire il sito al pubblico. Non ci sono ancora tempi certi per la conclusione dei lavori, ma il fatto che l’associazione abbia finalmente ottenuto la custodia è il passo che mancava.

Perché ne parliamo

Questa storia dice molto su come funziona — e come a volte non funziona — la tutela del patrimonio a Malta e Gozo. Un forte del Settecento trasformato in discoteca, poi abbandonato per oltre vent’anni mentre le istituzioni discutevano su chi dovesse occuparsene. Nel comunicato con cui ha accolto la notizia, Din l-Art Ħelwa ha usato parole che vanno oltre il caso specifico: il patrimonio storico di Malta e Gozo non è in vendita e non può essere abbandonato a interessi commerciali.

Per chi visita Gozo, la zona di Qbajjar e delle saline di Xwejni è già una tappa interessante. Quando il restauro sarà completato, la batteria aggiungerà un motivo in più per fermarsi. Nel frattempo il sito non è visitabile, ma si vede dall’esterno passeggiando lungo la costa.

Per approfondire

Din l-Art Ħelwa — il sito dell’associazione che si occuperà del restauro.

La vicenda su Newsbook — il racconto dettagliato della storia della batteria e delle reazioni.

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