Xlendi è una baia a forma di fiordo sulla costa sud-ovest di Gozo, incastrata tra due alte scogliere di pietra calcarea bianca all’imbocco di una valle. Si vede solo scendendo la strada, ed è la parte migliore dell’arrivo: la baia appare tutta insieme, con l’acqua turchese al centro e la torre di guardia sulla punta ovest. Amministrativamente dipende dal Consiglio Locale di Munxar, ma nella pratica Xlendi è una destinazione a sé, con la sua stagione, i suoi ristoranti e un problema di speculazione edilizia che è inutile cercare di nascondere.
Come si pronuncia, e da dove viene il nome
La x in maltese si pronuncia sh, quindi Xlendi si legge “shlèndi”. Il nome è di origine bizantina: viene da shilandi, il tipo di galea che nel Medioevo bizantino solcava il Mediterraneo, e sembra sia entrato nell’uso dopo il naufragio di una di queste imbarcazioni sulla scogliera al centro della baia. In maltese “shilandi” è diventato Xlendi, e la baia ha preso il nome della nave che ci si era spezzata contro.
Storia, in pillole
La baia è stata usata come porto sin dall’epoca fenicia e romana, protetta com’è dalle scogliere che tagliano il vento e le mareggiate. C’era però una scogliera nascosta al centro dell’imbocco che ha rovinato molte navi che cercavano riparo qui: i Romani lo sapevano, altri no. Il risultato è che il fondale di Xlendi è oggi uno dei siti archeologici sottomarini più ricchi del Mediterraneo, con relitti che vanno dai Fenici in avanti, un parco sommerso di sessantasettemila metri quadri a circa cento metri di profondità, scoperto nel 1993 e ancora oggetto di studio da parte dell’Unità di Cultural Heritage sottomarina di Heritage Malta.
Nel XVI secolo il paese non esisteva: c’erano appena otto persone censite, cioè il guardiano della torre di guardia e la sua famiglia. Il resto è arrivato molto dopo, con lo sviluppo turistico del Novecento e in particolare degli ultimi trent’anni.
La Torre di Xlendi
La Torre di Xlendi è la più antica torre di guardia costiera sopravvissuta a Gozo. Fu progettata nel 1649 dal Bailì Baldassare de Demandolx e completata nel giugno del 1650, sotto il Gran Maestro Lascaris, per avvistare e respingere le incursioni ottomane e piratesche. Costò 12.000 scudi ed era armata con due cannoni di ferro. Per due secoli fu presidiata da un Capo Mastro con un aiutante e tre guardie; con l’arrivo dei britannici passò al Royal Malta Fencible Regiment fino al 1873, quando la difesa costiera fu abbandonata. Nel Novecento è stata poi affittata a privati e infine lasciata a sé stessa fino al restauro recente condotto da Din l-Art Ħelwa (il National Trust maltese) insieme al Munxar Local Council. La torre è stata riaperta al pubblico nel 2023.
Si raggiunge dal centro della baia in cinque-dieci minuti a piedi, attraversando il piccolo ponte di pietra sulla valle di Il-Kantra e proseguendo lungo la costa ovest. La forma è insolita, quadrata di dieci metri di lato, ma con la parte inferiore del lato mare che sporge verso l’esterno. Attorno alla torre ci sono anche alcune vasche di sale scavate nella roccia, meno note di quelle di Xwejni ma dello stesso tipo.
Come arrivare
Da Victoria si arriva in dieci minuti in auto o venti in autobus. Le linee sono due: la 306, che fa più fermate e passa per Fontana, e la 330, più diretta. La fermata finale è a due passi dalla spiaggia.
In auto ci sono due strade, e vale la pena conoscerle entrambe. La strada nuova, liscia e veloce, passa per Fontana ed è quella che tutti usano quando hanno fretta. La strada vecchia, più stretta, passa più a sud attraverso i campi coltivati e apre su una vista di Xlendi che scende dalla valle. È la strada che consigliamo se vi capita di andare a Xlendi al tramonto senza avere fretta di arrivare: da lì abbiamo cominciato ad amare Gozo tanti anni fa, e non è un’esperienza che si può ricreare a comando, ma vale la pena provarci.
A Xlendi c’è un piccolo parcheggio in fondo alla baia, spesso pieno in alta stagione. Se non trovate posto conviene lasciare l’auto lungo la strada di discesa, un centinaio di metri più su.
La baia e la spiaggia
La spiaggia di Xlendi è piccola, mista di sabbia e ghiaia, con acqua bassa e trasparente all’ingresso. È adatta ai bambini e generalmente sicura, con scalette metalliche che facilitano l’ingresso dalle rocce circostanti dove il fondale scende più rapidamente. Il fatto notevole è la qualità dell’acqua: la baia è protetta dalle scogliere ma non chiusa, e la corrente ricircola l’acqua costantemente. Anche in agosto l’acqua è sorprendentemente fresca, e incredibilmente pulita per una località così frequentata.
La spiaggia principale è la parte più affollata in alta stagione, come è normale. Chi cerca posti più tranquilli si sposta a est, sotto le scogliere alte, dove ci sono piattaforme rocciose per prendere il sole e ingressi in acqua per snorkelers e nuotatori esperti.
Snorkeling, diving, grotta
Xlendi è tra le mete di diving più conosciute di Gozo. Il lato sinistro della baia, guardando il mare, è roccioso e scende rapido: fondale interessante, pareti verticali, vita marina abbondante. Ci sono due scuole di diving con base a Xlendi, che organizzano corsi PADI e uscite guidate sui siti principali dell’isola (Blue Hole a Dwejra dove sorgeva la Azure Window, il Fungus Rock, alcuni relitti).
Un piccolo tesoro dell’isola che pochi turisti conoscono è L-Għar ta’ Karolina, la grotta di Caroline, sul lato est della baia. Ci si arriva per una scala scavata nella roccia. Prende il nome da una donna facoltosa di Rabat che nel XIX secolo la donò alle suore Agostiniane da lei fondate. Si può fare il bagno anche lì, in acqua profonda, con lo scenario della grotta come sfondo.
Ristoranti sul mare
La scelta di ristoranti a Xlendi è ampia e la qualità mediamente buona. Sul lungomare che segue la baia ci sono locali di cucina maltese tradizionale, ristoranti di pesce, un buon indiano, un paio di posti internazionali. Alcuni ristoranti si trovano letteralmente sopra il mare, con terrazze a picco sull’acqua dove l’onda si sente sotto i piedi. Prezzi turistici ma allineati alla media di Gozo. La sera d’estate è animata fino a mezzanotte, con tavoli lungo la passeggiata e il rumore delle voci che si mescola a quello della risacca.
La Grotta e la vita notturna
A pochi minuti da Xlendi, nella valle a monte, tra Munxar e Xlendi, sta La Grotta, una delle poche discoteche di Gozo. È costruita dentro la roccia della valle, con pista all’aperto sotto le stelle e le pareti calcaree come scenografia. Aperta principalmente d’estate, ha DJ set, serate a tema, capienza importante per Gozo. Non è Ibiza né Paceville, ma è la cosa più vicina a un club che l’isola offra, ed è a distanza di taxi da Xlendi. Per chi cerca qualcosa fra un aperitivo prolungato sul lungomare e una serata da ballare, l’opzione esiste.
Il paese che cambia
Xlendi è stata investita negli ultimi vent’anni da una speculazione edilizia molto pesante, forse anche più aggressiva di quella di Marsalforn. Sui due lati della baia sono stati costruiti edifici di più piani, alcuni di volumetria francamente eccessiva e di qualità architettonica discutibile. Il “trucco” per godersi Xlendi è semplice, non è nostro, lo dicono i gozitani: guardare sempre verso il mare, mai voltarsi verso la costa, altrimenti si resta di stucco per la quantità di cemento e calcestruzzo. La baia in sé, con la sua acqua e le sue scogliere, è ancora magnifica, come lo era quarant’anni fa. Il contorno è cambiato, e non in meglio.
Dormire a Xlendi
Il paradossale lato positivo della speculazione edilizia è che a Xlendi si trova con relativa facilità un appartamento vista mare a prezzi accessibili, cosa non banale a Gozo. Gli hotel sono pochi e la maggior parte dell’offerta è di appartamenti in affitto turistico, spesso in condomini recenti con balcone sulla baia. Per chi vuole una base economica e la vista sul mare al risveglio, funziona bene. Per chi cerca un paese architettonicamente coerente, l’alternativa è cercare fra i villaggi dell’entroterra come Nadur o Xagħra.
Il tramonto
Xlendi va vista al tramonto. La baia è orientata a sud-ovest, e nei mesi da aprile a settembre il sole entra dentro il fiordo e si posa dietro la torre di guardia, che rimane in controluce. È uno degli scorci più fotografati di Gozo. Il posto giusto per vederlo cambia con la stagione: a giugno-luglio conviene mettersi sulla passeggiata ovest della baia, verso la torre; a settembre-ottobre è meglio la sponda est, con la torre in silhouette e le scogliere calde di luce arancione. Basta arrivare mezz’ora prima e mettersi comodi.
Quando andare
La stagione di Xlendi è quella tipica di Gozo balneare: da giugno a settembre per il mare, con il picco di affollamento in agosto. Giugno e settembre sono i mesi migliori, con temperature ancora perfette e meno gente. Aprile e maggio sono ideali per le passeggiate lungo la costa fino alla torre e per la valle di Il-Kantra ancora verde dopo le piogge invernali. In inverno il paese si svuota, la maggior parte dei ristoranti e degli appartamenti in affitto chiude, ma la baia rimane bellissima da vedere in una giornata limpida di sole.
Per un itinerario che leghi Xlendi al resto del centro dell’isola c’è la guida a Victoria. Per la costa nord con Marsalforn e le saline, siamo appena tornati anche noi.

