Wied il-Għasri

Wied il-Għasri è una gola marina stretta sulla costa nord di Gozo, incisa nel calcare tra il villaggio di Għasri e il mare, che si apre sul Mediterraneo con una piccola spiaggia di ciottoli dove riescono a stare comodamente venti persone, non di più. Chi ci arriva la prima volta ha di solito la stessa reazione: rimane in silenzio qualche istante affacciato dal bordo, perché quello che si vede dall’alto è un taglio di pietra vertiginoso con l’acqua verde smeraldo o turchese in fondo, a seconda della luce e del mare. La sensazione, come dice chi ci vive, è quella di essere davanti a un canyon in miniatura.

Il nome

In maltese wied significa “valle” nel senso di valle asciutta, l’antico letto di un torrente stagionale (l’equivalente maltese del wadi arabo). Il-Għasri significa “di Għasri”, il piccolo villaggio dell’entroterra da cui il torrente scendeva nell’antichità. Il nome completo è quindi “la valle di Għasri”, un nome molto essenziale che corrisponde bene alla forma del posto: una lunga incisione geologica che dai campi coltivati arriva fino al mare.

Cosa si vede

La gola vera e propria si estende per una lunga fascia verso l’entroterra, ma la parte spettacolare è quella terminale, dove l’acqua del mare entra fino a un centinaio di metri dentro il taglio della roccia, tra pareti alte oltre venti metri. Le pareti sono in calcare corallino inferiore e globigerina, la stessa pietra di cui è fatto praticamente tutto Gozo, e cambiano colore secondo il momento della giornata: dorate al mattino, quasi bianche a mezzogiorno, arancioni al tramonto.

La spiaggia in fondo è di ciottoli levigati dall’acqua, piccola, con una superficie che riesce a ospitare al massimo una ventina di persone in condizioni comode. Il mare, quando è calmo, ha un colore turchese trasparente che permette di vedere il fondo sabbioso e le pareti sommerse. Nelle giornate di vento, invece, l’acqua diventa lattiginosa e il mare si sente ruggire dentro la gola: uno spettacolo diverso, altrettanto bello, ma non si nuota.

Come arrivare

Wied il-Għasri si trova sulla costa nord di Gozo, tra Marsalforn a est e Dwejra a ovest, nel territorio comunale di Għasri. Le opzioni per arrivare sono diverse, e nessuna è del tutto comoda.

In auto o scooter è il modo più pratico. Da Victoria si arriva in una quindicina di minuti seguendo la strada per Xwejni e poi la Triq Wied il-Għasri. L’ultimo tratto, gli ultimi duecento metri circa, è una strada sterrata stretta e sconnessa: chi ha un’auto ribassata o una macchina a noleggio conviene fermarsi un po’ prima sulla strada principale e fare l’ultimo tratto a piedi. Il parcheggio in fondo è piccolo, gratuito, ma i posti sono pochi e in alta stagione si esauriscono presto.

A piedi da Qbajjar (il quartiere est di Marsalforn) è la scelta che consigliamo se avete tempo e giornata buona. Il percorso lungo la costa passa per le saline di Xwejni, con vista aperta sul mare, dura circa venti minuti in condizioni normali. È forse il modo più bello di arrivare, con l’avvicinamento graduale alla gola che si vede sempre meglio man mano che ci si avvicina.

In autobus l’accesso non è diretto. La soluzione più realistica è la linea 309 fino alla fermata Onici, poi 17 minuti a piedi. La linea 308 arriva a Fanal ma poi bisogna camminare quasi tre chilometri, opzione praticabile solo per chi ha vera passione per il cammino.

La scalinata

Il pezzo più caratteristico di Wied il-Għasri è la scalinata scavata nella roccia per scendere dalla sommità della falesia fino alla spiaggia. Sono circa cento gradini, ripidi ma tutti in buone condizioni, con corrimano metallico dove serve. Scendendo si passa progressivamente da una vista dall’alto della gola a una vista di livello del mare, con il taglio della roccia che si apre in tutta la sua altezza sopra la testa. Anche solo la discesa, con le foto che si possono fare a ogni tornante, vale metà della visita.

Un’avvertenza: la scalinata è anche usata dai subacquei che accedono al mare per raggiungere la Cathedral Cave, uno dei siti di immersione più famosi di Gozo, e che portano bombole e attrezzatura pesante sulla schiena. Se salite o scendete e vi incrociate con loro, dategli precedenza e non chiedete di passare per fare foto. Trenta chili di attrezzatura su una scala ripida sono già faticosi di loro.

Il bagno e lo snorkeling

Il bagno a Wied il-Għasri è un’esperienza particolare. L’acqua nella parte più interna della gola è protetta e in genere calma, con un fondale che scende gradualmente. Andando verso l’imbocco dell’insenatura il mare si apre e la profondità aumenta rapidamente. La visibilità sott’acqua, nei giorni buoni, è tra le migliori di Gozo, spesso oltre i venti metri.

Per lo snorkeling il consiglio è di portare maschera e boccaglio da casa (in loco non si affittano), scendere in acqua dalla spiaggia e nuotare verso l’imbocco della gola: sotto le sporgenze delle pareti si nasconde una fauna varia, dai banchi di piccoli pesci ai nudibranchi, con qualche polpo per chi ha l’occhio. Sui bordi rocciosi ci sono anche piccole grotte marine a livello dell’acqua che si possono esplorare pinneggiando lentamente.

Attenzione al mare mosso. Wied il-Għasri è una delle poche spiagge di Gozo dove le condizioni meteo cambiano l’esperienza in modo radicale. Con vento da nord o mare grosso l’acqua diventa lattiginosa, si sviluppano correnti di ritorno dalla gola verso il mare aperto che possono essere pericolose anche per nuotatori esperti. Se arrivate e l’acqua non è trasparente o sentite le onde rimbombare nella cavità, godetevi il posto da fuori dall’acqua e rimandate il bagno.

La Cathedral Cave e il diving

Per i subacquei con brevetto, Wied il-Għasri è famoso come punto di accesso alla Cathedral Cave, una grotta sommersa che si apre a una cinquantina di metri dall’imbocco della gola e che si sviluppa dentro la roccia con volte alte e ampie camere piene di luce filtrata. È considerata uno dei siti di immersione più belli dell’arcipelago maltese. Le scuole di diving di Marsalforn e Xlendi organizzano regolarmente uscite lì, ed è probabile che nel weekend incrociate qualche gruppo di subacquei che entra o esce dall’acqua.

Le nicchie nella roccia e la storia dell’orologiaio

Se guardate bene le pareti della gola, soprattutto sul lato est, notate diverse cavità artificiali, nicchie squadrate scavate nella pietra a diverse altezze. Non sono formazioni naturali. Sono i resti di un curioso progetto del XVIII secolo: un orologiaio maltese possedeva la parte interna della valle e volle scavare un pozzo dentro una grotta marina all’ingresso, con un sistema di corde e secchi per portare l’acqua di mare fino in cima alla falesia. L’acqua salata veniva poi convogliata nelle saline di Xwejni vicine, che ancora oggi sono in produzione, per il processo di evaporazione e raccolta del sale. Il sistema di pulegge non c’è più da tempo, ma le nicchie nella roccia raccontano ancora quel piccolo pezzo di ingegneria artigianale gozitana.

Non serve percorrere tutta la gola

Un punto che vale la pena precisare: a molti visitatori sembra necessario percorrere l’intera valle a piedi per godersela, ma non è affatto vero. La parte più bella di Wied il-Għasri è quella terminale, dove la gola si allarga verso il mare. La vista dal punto in cui parte la scalinata, prima di scendere, è già completa e permette di apprezzare la geometria del posto. Chi vuole aggiungere qualcosa può camminare nella parte alta della valle in senso opposto al mare, tra i muretti a secco e i fichi d’India, ma è un’aggiunta, non un obbligo.

Chi ha voglia di camminare seriamente, comunque, può considerare la Ta’ Ġurdan Walk, un percorso di circa dieci chilometri che passa per la valle e collega alcuni dei punti panoramici della costa nord di Gozo. Si fa da ottobre a maggio, in estate fa troppo caldo.

Servizi (o meglio, la loro assenza)

A Wied il-Għasri non ci sono servizi. Nessun bagno pubblico, nessuna doccia, nessun bagnino, nessun ombrellone a noleggio nella maggior parte dell’anno. In alta stagione capita che ci sia un piccolo chiosco stagionale nel parcheggio in cima alla scalinata che accetta solo contanti e vende bibite, ma non è affidabile e non contate su di lui.

Quello che dovete portare da casa: acqua abbondante, spuntini o pranzo, ombra portatile (le pareti creano ombra solo la mattina presto e il tardo pomeriggio), scarpette da mare per i ciottoli, maschera e boccaglio, telo. Le meduse in alcune stagioni sono presenti, un rash guard o una maglietta tecnica può essere utile.

Quando andare

La stagione balneare va da maggio a ottobre, con giugno e settembre come mesi migliori per luce, temperatura e affluenza. In alta stagione (luglio-agosto) conviene arrivare presto: entro le nove del mattino il parcheggio è ancora accessibile e la piccola spiaggia offre ancora spazio. Verso mezzogiorno può arrivare qualche piccolo tour organizzato che si ferma venti minuti (spesso i partecipanti non scendono nemmeno la scalinata, quindi non incidono molto).

Il tardo pomeriggio, dalle quattro in poi, la luce si abbassa e la gola prende colori caldi. È il momento più fotografico, con meno gente. La primavera (aprile-maggio) è ideale per la camminata dalla valle interna, con i papaveri rossi che coprono i campi circostanti e le fioriture delle piante selvatiche.

Per una giornata di mare sulla costa nord di Gozo, il combinato Wied il-Għasri + saline di Xwejni + Marsalforn funziona bene, con la passeggiata costiera che unisce i tre punti in un percorso lineare. Per orientarsi sul resto dell’isola c’è la guida a Victoria.

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