Marsalforn

Come si chiama

Il nome viene dall’arabo marsa lifurna, il “porto delle grotte scavate dal mare”. Un nome perfetto, come vedremo tra un attimo parlando di Għar Qawqla.

Storia, in pillole

Fino al Seicento inoltrato il porto principale di Gozo era qui, non a Mġarr. Da Marsalforn si commerciava con la Sicilia meridionale, in particolare con Licata, e da qui passavano i cargo, tra cui, secondo lo storico gozitano de Soldanis, il marmo italiano per gli altari della chiesa di Żebbuġ. Nel 1643 i Cavalieri di San Giovanni progettarono addirittura di costruire una nuova capitale di Gozo fortificata proprio a Marsalforn, per sostituire la Cittadella: il progetto fu abbandonato per mancanza di fondi. Nel corso del Settecento il porto perse importanza a favore di Mġarr, più protetto e con miglior accesso. Marsalforn rimase un piccolo villaggio di pescatori fino alla metà del Novecento, quando iniziò a svilupparsi come località turistica; il boom edilizio degli anni 2000 ha fatto il resto.

Come arrivare

Da Victoria, la strada diretta è la Triq Marsalforn, che passa tra Xagħra e Żebbuġ, otto chilometri di percorso. La linea 322 dell’autobus copre la tratta in una ventina di minuti, con frequenza buona in alta stagione.

Una nota temporale importante (luglio 2026): la Triq Marsalforn è in ristrutturazione da circa un anno, ed è una ristrutturazione di cui francamente non abbiamo capito la necessità, perché la strada precedente andava bene e non era mai particolarmente intasata. In ogni caso al momento della pubblicazione di questo post raggiungere Marsalforn in auto è complicato, soprattutto di notte: si passa da tratti stretti, in terra battuta, completamente al buio. Se ci andate dopo il tramonto, prevedete tempo extra e attenzione. Aggiorneremo il post quando i lavori saranno conclusi.

La baia e la spiaggia principale

La spiaggia sabbiosa di Marsalforn è piccola. Sta a fianco del piccolo porto dei luzzijiet, le tradizionali barche da pesca colorate di Gozo, ed è il fondamento dell’estate del paese. Sabbia mista a ghiaia, mare che digrada dolcemente, bagno sicuro per bambini. In alta stagione, però, è davvero affollata, e non si tratta di un affollamento visivo: gli asciugamani si toccano, e trovare posto verso le undici del mattino diventa un problema. Chi cerca tranquillità dovrà spostarsi verso est o verso ovest.

Il lungomare

Il lungomare, Triq il-Port e Triq Santa Marija (il “Marina Street” locale), è la spina dorsale della vita del paese in estate: ristoranti, bar, gelaterie, negozi di attrezzatura da mare, agenzie di noleggio. La sera si mangia con vista sulla baia, dai piatti di pesce ai piatti internazionali, con prezzi turistici ma senza esagerazioni. Alcuni locali proseguono con drink e musica fino a mezzanotte o poco oltre, ma non aspettatevi movida notturna vera: per quella si va a Malta, precisamente a Paceville. Marsalforn è viva, non frenetica.

Le altre zone di bagno, verso est

Chi vuole un bagno migliore e più tranquillo deve muoversi. Le opzioni più interessanti sono verso est, e si raggiungono a piedi o in bici lungo la promenade che segue la costa fino alle saline.

Għar Qawqla

La sorpresa. È letteralmente a pochi metri dalla baia principale, verso est, e la maggior parte dei turisti non lo conosce, anche quelli che soggiornano nella baia lo mancano. È un promontorio roccioso di pietra calcarea bianca in cui il mare ha scavato una grande caverna aperta, di quelle che formano un tetto sospeso sull’acqua, con una piccola calanca sotto e mare turchese trasparente. Si può fare il bagno lì, ed è uno degli scorci più belli di tutta Gozo. Attenzione: non c’è sabbia, si entra in acqua da roccia bagnata, e scarpette da mare sono praticamente obbligatorie. La scomodità è il prezzo di uno dei posti più memorabili dell’isola.

Qbajjar

Piccola baia rocciosa a un chilometro a est di Marsalforn, con fondale basso, acqua limpida, snorkeling di livello. Meno affollata della spiaggia principale, con un piccolo lido attrezzato e alcuni ristoranti sulla passeggiata.

Batteria di Qolla l-Bajda

Costruita intorno al 1716 dai Cavalieri di San Giovanni, è una delle due fortificazioni costiere superstiti dell’isola di Gozo. Sta tra Qbajjar e Xwejni, in cima a un piccolo promontorio, ed è stata restaurata di recente. Ne parliamo brevemente perché merita una sosta anche solo per la posizione e per il pezzo di storia militare che rappresenta.

Xwejni e le saline

Un chilometro oltre Qbajjar comincia la zona delle saline di Xwejni, dove la lavorazione del sale in vasche scavate nella roccia va avanti da tempi romani. Non anticipiamo qui, ci torneremo nel post dedicato.

Verso ovest: barbecue lungo la costa

Chi vuole organizzare un barbecue lungo la costa deve invece muoversi verso ovest, seguendo il sentiero costiero che punta in direzione delle saline dalla parte opposta di quella descritta sopra. Lungo quel tratto ci sono alcuni punti dove i locali fanno regolarmente barbecue senza problemi, in zone rocciose distanti dalla vegetazione secca. Le solite cautele di buon senso: verificare che non sia in vigore un divieto stagionale per rischio incendi (in estate capita), portare l’acqua per spegnere le braci, non lasciare rifiuti. In generale i gozitani sono tolleranti sul tema quando fatto con criterio.

Diving e noleggi

A Marsalforn ha sede una delle principali scuole sub di Gozo, con corsi PADI e uscite in barca su tutta l’isola: il Fungus Rock a Dwejra, il Blue Hole (nato dove sorgeva la Azure Window), diversi relitti. Sul lungomare ci sono anche parecchie agenzie di noleggio per motorini, quad e piccole auto. Il consiglio pratico: telefonare prima per verificare la disponibilità dei mezzi, non presentarsi allo sportello, soprattutto in alta stagione.

Dormire a Marsalforn

Marsalforn è una delle località più economiche di Gozo per l’alloggio, sia per gli hotel che per gli appartamenti in affitto turistico. La ragione principale è il numero di appartamenti disponibili dovuto al boom edilizio degli ultimi vent’anni, e una fascia di clientela prevalentemente locale e gozitana. Per chi vuole una base economica sul mare, è la scelta più diretta. Per chi cerca un’altra possibilità l’alternativa naturale è Xlendi, sulla costa opposta.

Un paese che cambia

Vale la pena essere onesti su questo. Marsalforn era una piccola cittadina di mare di grande fascino fino all’inizio degli anni 2000. La speculazione edilizia degli ultimi vent’anni ha portato la costruzione di edifici molto grandi e a volte molto brutti, che hanno cambiato lo skyline della baia e oscurato in gran parte le due colline storiche di Il-Qolla s-Safra e Il-Qolla l-Bajda, che dominavano il paese e che oggi si vedono a fatica dietro i palazzi. Sulla collina di Mermuq, invece, resta ben visibile la statua del Salvatore (Is-Salvatur), che ancora emerge chiaramente sul paesaggio. Chi ha visto Marsalforn nei decenni precedenti la ricorda diversa. Chi la vede adesso può ancora goderne la parte migliore, ma sapendo cosa è successo.

La chiesa parrocchiale di San Paolo Naufrago

La chiesa parrocchiale di Marsalforn, dedicata a San Paolo Naufrago, ha nell’edificio attuale un impianto del 1730. Amministrativamente Marsalforn dipende dal Consiglio Locale di Żebbuġ, il paese collinare che sta a sud-ovest. La tradizione locale vuole che sia stato proprio dal porto di Marsalforn che San Paolo, dopo il suo naufragio a Malta nel 60 d.C. e i tre mesi trascorsi sull’isola, si sia imbarcato per la Sicilia e la penisola italiana. È una tradizione senza documentazione, ma geograficamente sensata: Marsalforn è il porto delle isole maltesi più vicino a Pozzallo. L’emblema del paese, una vipera avvolta attorno a una spada su scudo azzurro, richiama l’episodio evangelico della vipera scrollata da San Paolo nel fuoco dopo il naufragio.

Quando andare

L’estate (giugno-settembre) è la stagione in cui Marsalforn è viva, con il lungomare pieno e tutti i servizi aperti, ma anche quella in cui la spiaggia è più affollata e le temperature sono più alte. Chi cerca il paese in condizioni migliori punta su giugno o settembre, quando il mare è ancora perfetto per il bagno e il paese è meno pieno. La primavera (aprile-maggio) è ottima per passeggiate lungo la costa fino alle saline. L’inverno vede il paese sostanzialmente in letargo, con la maggior parte dei ristoranti e degli hotel chiusi, ma è comunque bello per una camminata lungo il mare.

Se ci si dedica una mezza giornata partendo da Victoria, il minimo è baia principale più Għar Qawqla e una sosta caffè sul lungomare. Con una giornata piena si spinge fino alle saline di Xwejni a piedi o in bici, con pranzo di pesce al ritorno. Per il resto dell’isola c’è la guida a Victoria, che serve da base logistica anche a chi alloggia sulla costa.

Marsalforn era un piccolo villaggio di pescatori nel Seicento. Prima ancora, era il porto principale di Gozo. Oggi è la località turistica più conosciuta dell’isola, con tutto quello che il turismo maltese ha portato negli ultimi vent’anni, nel bene e nel male. Sta sulla costa nord-est, a otto chilometri da Victoria, in una baia stretta protetta da due promontori. I gozitani ci vanno per il mare e per la cena sul lungomare, gli italiani spesso ci alloggiano perché è più economico delle altre località costiere di Gozo.

Come si chiama

Il nome viene dall’arabo marsa lifurna, il “porto delle grotte scavate dal mare”. Un nome perfetto, come vedremo tra un attimo parlando di Għar Qawqla.

Storia, in pillole

Fino al Seicento inoltrato il porto principale di Gozo era qui, non a Mġarr. Da Marsalforn si commerciava con la Sicilia meridionale, in particolare con Licata, e da qui passavano i cargo, tra cui, secondo lo storico gozitano de Soldanis, il marmo italiano per gli altari della chiesa di Żebbuġ. Nel 1643 i Cavalieri di San Giovanni progettarono addirittura di costruire una nuova capitale di Gozo fortificata proprio a Marsalforn, per sostituire la Cittadella: il progetto fu abbandonato per mancanza di fondi. Nel corso del Settecento il porto perse importanza a favore di Mġarr, più protetto e con miglior accesso. Marsalforn rimase un piccolo villaggio di pescatori fino alla metà del Novecento, quando iniziò a svilupparsi come località turistica; il boom edilizio degli anni 2000 ha fatto il resto.

Come arrivare

Da Victoria, la strada diretta è la Triq Marsalforn, che passa tra Xagħra e Żebbuġ, otto chilometri di percorso. La linea 322 dell’autobus copre la tratta in una ventina di minuti, con frequenza buona in alta stagione.

Una nota temporale importante (luglio 2026): la Triq Marsalforn è in ristrutturazione da circa un anno, ed è una ristrutturazione di cui francamente non abbiamo capito la necessità, perché la strada precedente andava bene e non era mai particolarmente trafficata. In ogni caso al momento della pubblicazione di questo post raggiungere Marsalforn in auto è complicato, soprattutto di notte: si passa da tratti stretti, in terra battuta, completamente al buio. Se ci andate dopo il tramonto, prevedete tempo extra e attenzione. Aggiorneremo il post quando i lavori saranno conclusi.

La baia e la spiaggia principale

La spiaggia sabbiosa di Marsalforn è piccola. Sta a fianco del piccolo porto dei luzzijiet, le tradizionali barche da pesca colorate di Gozo, ed è il fondamento dell’estate del paese. Sabbia mista a ghiaia, mare che digrada dolcemente, bagno sicuro per bambini. In alta stagione, però, è davvero affollata, e non si tratta di un affollamento visivo: gli ombrelloni si toccano, e trovare posto verso le undici del mattino diventa un problema. Chi cerca tranquillità dovrà spostarsi verso est o verso ovest.

Il lungomare

Il lungomare, Triq il-Port e Triq Santa Marija (il “Marina Street” locale), è la spina dorsale della vita del paese in estate: ristoranti, bar, gelaterie, negozi di attrezzatura da mare, agenzie di noleggio. La sera si mangia con vista sulla baia, dai piatti di pesce ai piatti internazionali, con prezzi turistici ma senza esagerazioni. Alcuni locali proseguono con drink e musica fino a mezzanotte o poco oltre, ma non aspettatevi movida notturna vera: per quella si va a Malta, precisamente a Paceville. Marsalforn è viva, non frenetica.

Le altre zone di bagno, verso est

Chi vuole un bagno migliore e più tranquillo deve muoversi. Le opzioni più interessanti sono verso est, e si raggiungono a piedi o in bici lungo la promenade che segue la costa fino alle saline.

Għar Qawqla

La sorpresa. È letteralmente a pochi metri dalla baia principale, verso est, e la maggior parte dei turisti non lo conosce, anche quelli che soggiornano nella baia lo mancano. È un promontorio roccioso di pietra calcarea bianca in cui il mare ha scavato una grande caverna aperta, di quelle che formano un tetto sospeso sull’acqua, con una piccola calanca sotto e mare turchese trasparente. Si può fare il bagno lì, ed è uno degli scorci più belli di tutta Gozo. Attenzione: non c’è sabbia, si entra in acqua da roccia bagnata, e scarpette da mare sono praticamente obbligatorie. La scomodità è il prezzo di uno dei posti più memorabili dell’isola.

Qbajjar

Piccola baia rocciosa a un chilometro a est di Marsalforn, con fondale basso, acqua limpida, snorkeling di livello. Meno affollata della spiaggia principale, con un piccolo lido attrezzato e alcuni ristoranti sulla passeggiata.

Batteria di Qolla l-Bajda

Costruita intorno al 1716 dai Cavalieri di San Giovanni, è una delle due fortificazioni costiere superstiti dell’isola di Gozo. Sta tra Qbajjar e Xwejni, in cima a un piccolo promontorio, ed è stata restaurata di recente. Ne parliamo brevemente perché merita una sosta anche solo per la posizione e per il pezzo di storia militare che rappresenta.

Xwejni e le saline

Un chilometro oltre Qbajjar comincia la zona delle saline di Xwejni, dove la lavorazione del sale in vasche scavate nella roccia va avanti da tempi romani. Non anticipiamo qui, ci torneremo nel post dedicato.

Verso ovest: barbecue lungo la costa

Chi vuole organizzare un barbecue lungo la costa deve invece muoversi verso ovest, seguendo il sentiero costiero che punta in direzione delle saline dalla parte opposta di quella descritta sopra. Lungo quel tratto ci sono alcuni punti dove i locali fanno regolarmente barbecue senza problemi, in zone rocciose distanti dalla vegetazione secca. Le solite cautele di buon senso: verificare che non sia in vigore un divieto stagionale per rischio incendi (in estate capita), portare l’acqua per spegnere le braci, non lasciare rifiuti. In generale i gozitani sono tolleranti sul tema quando fatto con criterio.

Diving e noleggi

A Marsalforn ha sede una delle principali scuole sub di Gozo, con corsi PADI e uscite in barca su tutta l’isola: il Fungus Rock a Dwejra, il Blue Hole (nato dove sorgeva la Azure Window), diversi relitti. Sul lungomare ci sono anche parecchie agenzie di noleggio per motorini, quad e piccole auto. Il consiglio pratico: telefonare prima per verificare la disponibilità dei mezzi, non presentarsi allo sportello, soprattutto in alta stagione.

Dormire a Marsalforn

Marsalforn è una delle località più economiche di Gozo per l’alloggio, sia per gli hotel che per gli appartamenti in affitto turistico. La ragione principale è il numero di appartamenti disponibili dovuto al boom edilizio degli ultimi vent’anni, e una fascia di clientela prevalentemente locale e gozitana. Per chi vuole una base economica sul mare, è la scelta più diretta. Per chi cerca invece atmosfera più tranquilla e paese meno costruito, l’alternativa naturale è Xlendi, sulla costa opposta.

Un paese che cambia

Vale la pena essere onesti su questo. Marsalforn era una piccola cittadina di mare di grande fascino fino all’inizio degli anni 2000. La speculazione edilizia degli ultimi vent’anni ha portato la costruzione di edifici molto grandi e a volte molto brutti, che hanno cambiato lo skyline della baia e oscurato in gran parte le due colline storiche di Il-Qolla s-Safra e Il-Qolla l-Bajda, che dominavano il paese e che oggi si vedono a fatica dietro i palazzi. Sulla collina di Mermuq, invece, resta ben visibile la statua del Salvatore (Is-Salvatur), che ancora emerge chiaramente sul paesaggio. Chi ha visto Marsalforn nei decenni precedenti la ricorda diversa. Chi la vede adesso può ancora goderne la parte migliore, ma sapendo cosa è successo.

La chiesa parrocchiale di San Paolo Naufrago

La chiesa parrocchiale di Marsalforn, dedicata a San Paolo Naufrago, ha nell’edificio attuale un impianto del 1730. Amministrativamente Marsalforn dipende dal Consiglio Locale di Żebbuġ, il paese collinare che sta a sud-ovest. La tradizione locale vuole che sia stato proprio dal porto di Marsalforn che San Paolo, dopo il suo naufragio a Malta nel 60 d.C. e i tre mesi trascorsi sull’isola, si sia imbarcato per la Sicilia e la penisola italiana. È una tradizione senza documentazione, ma geograficamente sensata: Marsalforn è il porto delle isole maltesi più vicino a Pozzallo. L’emblema del paese, una vipera avvolta attorno a una spada su scudo azzurro, richiama l’episodio evangelico della vipera scrollata da San Paolo nel fuoco dopo il naufragio.

Quando andare

L’estate (giugno-settembre) è la stagione in cui Marsalforn è viva, con il lungomare pieno e tutti i servizi aperti, ma anche quella in cui la spiaggia è più affollata e le temperature sono più alte. Chi cerca il paese in condizioni migliori punta su giugno o settembre, quando il mare è ancora perfetto per il bagno e il paese è meno pieno. La primavera (aprile-maggio) è ottima per passeggiate lungo la costa fino alle saline. L’inverno vede il paese sostanzialmente in letargo, con la maggior parte dei ristoranti e degli hotel chiusi, ma è comunque bello per una camminata lungo il mare.

Se ci si dedica una mezza giornata partendo da Victoria, il minimo è baia principale più Għar Qawqla e una sosta caffè sul lungomare. Con una giornata piena si spinge fino alle saline di Xwejni a piedi o in bici, con pranzo di pesce al ritorno. Per il resto dell’isola c’è la guida a Victoria, che serve da base logistica anche a chi alloggia sulla costa.

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