La Cittadella di Victoria

La Cittadella si vede da mezza Gozo. È costruita sopra una rupe di pietra calcarea al centro dell’isola, a circa centocinquanta metri sul livello del mare, ed è la prima cosa che si nota arrivando da qualunque direzione. È stata il rifugio, l’amministrazione, la cattedrale e il carcere dell’isola per migliaia di anni, ed è quello che resta di quella stratificazione, gestita oggi da Heritage Malta dopo un grosso restauro finanziato dall’Unione Europea concluso nel 2016. Ci si entra a piedi, gratis, dall’unica porta principale.

Una nota onesta in apertura: la Cittadella sta cambiando di nuovo. Da marzo 2026 due dei suoi musei storici, il Museo di Archeologia e il Museo di Storia Naturale, hanno cominciato a chiudere perché le collezioni si trasferiscono al nuovo Gozo Museum, che aprirà nel corso del 2026 nell’ex Liceo di Victoria, fuori dalle mura. Per chi visita adesso alcuni edifici sono inaccessibili o accessibili solo in parte: ne riparliamo più giù.

Salire alla Cittadella

L’accesso è solo a piedi. Si arriva dal centro storico di Victoria per una salita non lunga ma decisa, che parte poco sopra Pjazza San Ġorġ. Per il parcheggio rimandiamo al post sul centro storico: in breve, c’è il parcheggio gratuito ai piedi della Cittadella e quello a pagamento sopra. Dalla porta principale si sbocca direttamente nella piazza interna, dominata dalla cattedrale.

Storia in pillole

L’altura era abitata già nell’età del Bronzo. Fenici e Romani vi costruirono un’acropoli, e il sito è probabilmente quello dell’acropoli dell’antica Gaulos, nome con cui Greci e Romani chiamavano Gozo. Nel Medioevo la rocca diventò un castello che serviva da rifugio per tutta la popolazione dell’isola, e attorno al XV secolo cominciò a svilupparsi il borgo esterno che oggi è il centro di Victoria.

Il 1551 è la data che la Cittadella non ha dimenticato. Una flotta ottomana al comando di Sinan Pascià e Dragut sbarcò sull’isola, espugnò le mura medievali in pochi giorni e fece prigionieri quasi tutti gli abitanti, circa cinquemila persone, deportandoli come schiavi. Gozo rimase praticamente disabitata per anni. Il sacco impose una riflessione militare: tra il 1599 e il 1622 i Cavalieri di San Giovanni ricostruirono le mura meridionali secondo i criteri della fortificazione moderna a polvere da sparo, mentre le mura settentrionali furono lasciate sostanzialmente medievali, come si vedono ancora oggi. Per legge, fino al Seicento inoltrato, gli abitanti di Gozo dovevano passare la notte dentro la Cittadella: solo dopo che l’obbligo cadde, il borgo esterno potè svilupparsi liberamente.

Le mura e la passeggiata in alto

Il giro completo dei bastioni si fa in venti minuti ed è il pezzo che vale di più della visita. Da sopra le mura si vede mezza Gozo a 360 gradi: a sud Xewkija con la sua rotonda, a est verso Nadur e il porto di Mġarr, a nord Marsalforn e le colline di Xagħra, a ovest Kerċem e oltre. Sotto, il borgo di Victoria con il tetto piatto della basilica di San Ġorġ ben visibile. Nei pomeriggi limpidi si scorge anche il profilo dell’Etna in Sicilia, oltre il canale a nord.

La cattedrale

La Cattedrale dell’Assunzione, dedicata a Santa Marija, occupa il lato sud della piazza interna. Fu progettata da Lorenzo Gafà, lo stesso architetto della cattedrale di Mdina, e costruita tra il 1697 e il 1711, consacrata nel 1716, elevata a cattedrale soltanto nel 1864 con l’istituzione della Diocesi di Gozo. Esternamente è un solido edificio barocco con doppia rampa di scalini, facciata di chiara ispirazione gesuitica e nessuna torre campanaria isolata.

La particolarità sta dentro: la cupola della cattedrale non esiste. I fondi al tempo della costruzione non bastarono per realizzarla e il soffitto rimase piatto. Nel 1739 lo scenografo siciliano Antonio Manuele, detto Pippi, originario di Messina, lo dipinse a trompe l’œil simulando una cupola con tamburo, finestre e archi. L’illusione funziona così bene che molti visitatori non si accorgono dell’inganno se non glielo dicono. Conviene guardare in alto al centro della navata, poi fare un passo indietro e uno avanti: il punto di vista cambia e il trucco salta fuori.

I musei aperti oggi

Quattro siti sono parte del Cittadella Combo Ticket di Heritage Malta.

Il Cittadella Visitor Centre, ricavato dentro due vecchi serbatoi idrici degli anni 1870 incassati nel fossato della Cittadella, è una buona partenza per inquadrare il luogo. Pannelli interattivi in otto lingue, un cortometraggio di otto minuti sulla storia, ingresso adatto sia ai bambini che a chi vuole capire prima di camminare.

La Old Prison, la più antica prigione di Gozo, fu usata dai Cavalieri per recludere i loro membri turbolenti dal XVI secolo fino al 1962. Un dettaglio folkloristico che pochi raccontano: nel 1538 ci finì dentro per quattro mesi un certo Jean Parisot de La Valette, all’epoca giovane cavaliere, per aver picchiato un uomo; sarebbe diventato Gran Maestro dell’Ordine e poi avrebbe fondato Valletta. Le sei celle e i corridoi conservano la più grande raccolta di graffiti storici di tutto l’arcipelago maltese: vascelli, croci di Malta, calendari, giochi, date che vanno dal Cinquecento all’Ottocento, lasciati dai detenuti con qualunque cosa avessero in mano.

La Gran Castello Historic House, in tre case medievali del Trecento connesse fra loro, è il museo etnografico di Gozo. Mostra come si viveva sull’isola dal Medioevo all’inizio del Novecento: cucine, telai per il pizzo, attrezzi agricoli, l’evoluzione delle case rurali. Piccolo ma curato, dà un contesto utile prima o dopo aver visitato i villaggi.

Il Citadel Cultural Centre, più recente, ospita mostre temporanee. In questo momento è una delle sedi della Malta Biennale 2026.

I musei in trasferimento

Il Museo di Archeologia, ospitato nella casa-palazzo seicentesca della famiglia Bondì appena dentro la porta, ha chiuso definitivamente il 13 aprile 2026: era il museo più antico di Gozo, aperto nel 1960, e conservava le testimonianze dal Neolitico alla tarda età romana. La collezione confluirà nel nuovo Gozo Museum. Il Museo di Storia Naturale, in un complesso di tre case del Seicento dietro i tribunali, ha chiuso da marzo 2026 buona parte delle sale; restano accessibili gratuitamente, dal martedì alla domenica, i pannelli sui siti Natura 2000 al piano superiore e il giardino sul retro, da cui si gode una bella prospettiva sulla cattedrale. Faremo una News dedicata quando il nuovo Gozo Museum aprirà.

Il museo della cattedrale

Il Cathedral Museum, gestito dalla diocesi e non da Heritage Malta, è in un edificio adiacente alla cattedrale. Contiene arredi sacri, paramenti, argenti, opere d’arte religiosa, e il disegno preparatorio del trompe l’œil della cupola. Biglietto separato. Vale per chi ha un interesse specifico per l’arte sacra.

La parte nord, semi-abbandonata

Buona parte della Cittadella, soprattutto a nord e a ovest, è composta da case in rovina e vicoli vuoti. Erano case abitate fino all’Ottocento; quando l’obbligo di pernottare dentro le mura cadde, i gozitani si trasferirono nel borgo sottostante e gli edifici interni non furono più mantenuti. Oggi pochissime famiglie ci vivono ancora, in case restaurate qua e là. È la zona più silenziosa e in un certo senso più suggestiva della visita: si cammina su pavimentazioni rifatte tra muri che mostrano dove c’era una porta, una finestra, una scala. Diversi edifici sono parte del restauro continuativo del Cultural Heritage Directorate del Ministero per Gozo.

Mangiare e gli eventi

Dentro le mura ci sono due ristoranti. Uno con terrazza panoramica sulla parte meridionale, vista aperta sul borgo, è la scelta naturale per il pranzo turistico. L’altro è in un vicolo all’interno, più appartato, con tavoli all’aperto in un cortile. Tutti e due dignitosi senza essere memorabili, prezzi turistici ma non da rapina.

La Cittadella si anima in modo speciale tre volte l’anno. Per il Corpus Domini, quando il pavimento della piazza interna viene coperto da grandi infiorate realizzate con petali, sale colorato e semi: nel 2017, durante il semestre di presidenza maltese del Consiglio dell’Unione Europea, ne fu allestita una con il logo ufficiale del semestre, ed è una delle composizioni più belle che ricordiamo. Per la festa di Santa Marija il 15 agosto, festa titolare della cattedrale, di cui parleremo nel post dedicato. E per la Malta Biennale, in corso fino a maggio 2026, che usa diversi spazi della Cittadella per le sue installazioni.

Quando andare e quanto tempo dedicare

Per una visita che includa il giro delle mura e due o tre musei, considerare due ore e mezza-tre. Per una visita più completa, mezza giornata. Le mattine in alta stagione vedono arrivare i pullman dei tour, quindi se si può si va presto (apertura ore 9) o nel tardo pomeriggio, dalle 16 in poi, quando i gruppi se ne sono andati e la luce sulle pietre è migliore per le foto. Le mura sono accessibili anche dopo l’orario di chiusura dei musei: dopo cena, salire fin lassù e fare un giro al buio è una delle cose che la gente del posto fa, e che ai turisti diurni sfugge.

Per gli orari aggiornati e i biglietti dei singoli musei conviene controllare i siti di Heritage Malta e della Cultural Heritage Directorate. Per un itinerario di Victoria che metta insieme Cittadella e centro, rimandiamo alla nostra guida a Victoria.

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