La festa di San Giorgio

Se siete a Victoria nella terza domenica di luglio, vi troverete in mezzo a una delle feste di paese più grandi, organizzate e rumorose di tutta Malta. La Festa di San Ġorġ Martri, patrono di Gozo, è il punto più alto dell’anno per il rione di San Giorgio: una settimana di riti, processioni, marce di banda, decorazioni di strada preparate per mesi e fuochi d’artificio di tutti i tipi possibili. Non è un evento turistico per modo di dire, è una cosa che la comunità fa per sé stessa e che si lascia guardare di buon grado.

Quando: due date che convivono

La festa di San Giorgio ha due ricorrenze separate. La festa liturgica cade il 23 aprile, ed è quella canonica: messa solenne in basilica, processione della reliquia, celebrazione religiosa. La festa esterna, cioè la festa pubblica vera e propria, si tiene invece la terza domenica di luglio, con una settimana intera di preparativi nei giorni precedenti. Tutto quello che si vede in strada, decorazioni, bande, magliette, fuochi, riguarda la festa esterna di luglio. È quella che racconteremo qui.

I due rioni di Victoria, in breve

Per capire la festa bisogna ricordare un punto che abbiamo già toccato nei post sulla basilica e sul centro storico. Victoria è divisa in due rioni parrocchiali rivali: San Ġorġ (colore rosso, banda La Stella, Teatru Astra) e Santa Marija (colori bianco e azzurro, banda Leone, Teatru tal-Opra Aurora, parrocchia della cattedrale in Cittadella). Le due feste sono speculari: la festa di San Giorgio cade a luglio, la festa di Santa Marija a Ferragosto. Per una settimana ciascuna, la città cambia colore.

L’Armar: la decorazione di strada

La prima cosa che si nota arrivando in città nei giorni della festa è la decorazione delle strade: archi luminosi, stendardi colorati (in maltese pavaljuni), grandi stelle di legno verniciato montate in mezzo alle vie con luminarie multicolori, festoni che attraversano le strade da balcone a balcone. Il complesso di queste decorazioni si chiama armar, letteralmente “armatura” della festa. È fatto dall’Għaqda Armar San Ġorġ, l’associazione dei volontari del rione, che ci lavora tutto l’anno: restauro delle strutture esistenti, costruzione di nuovi elementi, montaggio nelle settimane che precedono la festa. La maggior parte sono persone giovani, e l’opera è interamente non retribuita.

L’effetto, quando tutta Victoria è pavesata, è notevole. Ad un viaggiatore italiano ricorda vagamente certe feste di paese del Sud, ma con una scala e una cura che non hanno equivalenti dalle nostre parti.

Festa di St George

Le magliette rosse

Una delle cose più curiose per chi non è del posto sono le magliette della festa. Ogni anno l’Għaqda Armar e i comitati di parrocchia stampano una nuova maglietta, rossa (il colore del rione), con grafiche eleganti dedicate a San Giorgio: il santo con la lancia, la spada e il drago in pose dinamiche, scritte in maltese o latino, dettagli del rione. Sono pezzi che, vedendoli senza contesto, sembrano magliette di concerti rock, e diciamolo con tutto il rispetto per il santo. La qualità grafica è alta, i bagliori dorati e bianchi sul rosso funzionano.

La parte interessante è che quelle magliette non si comprano e basta. In teoria sono in vendita, ma in pratica nei giorni della festa non se ne trovano: vengono distribuite prima all’interno della rete della parrocchia, ai volontari che hanno lavorato all’armar, al klabb della banda, alle squadre dei fuochi, alle famiglie storiche del rione. Chi ha dato il proprio tempo se la guadagna. Chi vuole solo pagare, in genere arriva tardi. Per chi viene dall’esterno, conviene fare amicizia con qualcuno della parrocchia per molto prima della festa.

I fuochi: alti e, soprattutto, a terra

I fuochi d’artificio sono al centro di ogni festa maltese e gozitana, ma San Giorgio ha una specialità che vale la pena segnalare. Oltre ai classici fuochi alti (i beraq, i razzi che esplodono in cielo) e ai petardi rumorosi (murtali) che annunciano la festa al mattino e a notte fonda, San Giorgio è celebre per i fuochi a terra meccanizzati, una tradizione molto pirotecnica e molto teatrale.

Sono strutture allestite in piazza, di solito in Pjazza San Franġisk o in Pjazza Savina, fatte di ruote, ingranaggi, telai che ospitano migliaia di piccoli fuochi sincronizzati. Quando si accendono, la struttura prende vita: ruote che girano, figure che si compongono, immagini del santo che si rivelano, sequenze coreografate sulla musica. Niente razzi che salgono in cielo: lo spettacolo sta tutto a livello degli occhi degli spettatori, a pochi metri. Sono organizzati dal Grupp Żgħażagħ La Stella, il gruppo giovani della banda La Stella, ed è una delle cose più impressionanti che la festa offre.

Una nota pratica per chi alloggia in città: i murtali, i petardi forti, vengono sparati la mattina molto presto e ben dentro la notte, anche dalla collina di Gelmus che sovrasta Victoria, in modo che il rumore arrivi su tutta la zona. Se siete dormienti delicati e siete in zona Victoria, considerate i tappi per le orecchie.

La settimana, giorno per giorno

Senza scendere nel dettaglio liturgico (per quello rimandiamo al sito della parrocchia), la struttura tipica della settimana è questa.

Martedì. Jum il-Ħruġ min-Niċċa, giorno dell’uscita dalla nicchia: la statua titolare di San Giorgio del 1839, opera in legno di Pietru Pawl Azzopardi (prima statua titolare di una parrocchia di Gozo), viene tolta dalla nicchia e collocata al centro della basilica. La sera, processione con un’altra statua del santo (1991, di Austin Camilleri), e a mezzanotte spettacolo di fuochi a terra in Pjazza San Franġisk.

Mercoledì, giovedì, venerdì. Il Tridu Mqaddes, il triduo santo: tre giorni di celebrazioni religiose, traslazione solenne della reliquia di San Giorgio dalla chiesa di San Giacomo in It-Tokk alla basilica, marce delle bande La Stella e di bande ospiti lungo Triq ir-Repubblika, esecuzione dell’Inno Immortale a San Giorgio Martire (1931) in Pjazza San Ġorġ.

Sabato. Dimostrazzjoni l-Kbira, la grande dimostrazione. La statua del 2008 di Michael Camilleri Cauchi, di proprietà della Stella Band, viene portata in processione su un piedistallo monumentale fino a Pjazza Savina, accompagnata dalla banda e da migliaia di persone in maglietta rossa. Verso mezzanotte, spettacolo audiovisivo sincronizzato con i fuochi.

Domenica. Il giorno della festa. Messa pontificale al mattino, marcia mattutina della banda, pranzo lento in famiglia, e nel tardo pomeriggio la processione solenne con la statua titolare (quella del 1839) per le vie del rione. La domenica si chiude con un grande spettacolo di fuochi misti, alti e bassi.

Per chi vuole vederla

Pjazza San Ġorġ è il centro nevralgico per il triduo serale e per le marce di banda. Pjazza Savina e Pjazza San Franġisk sono i palchi dei fuochi a terra. La basilica è aperta per le funzioni religiose come al solito, con maggiore affluenza nei giorni della festa: per le messe pontificali serali del venerdì e del sabato conviene arrivare un’ora prima.

Il programma definitivo dell’edizione dell’anno viene pubblicato sui canali della parrocchia e su Events in Gozo qualche settimana prima. Tenere d’occhio le date ufficiali è una buona idea, perché alcuni eventi rituali (uscita dalla nicchia, dimostrazione del sabato) hanno orari precisi.

Per il quadro completo di Victoria con tutti i tasselli del cluster, c’è la guida a Victoria.

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