Mġarr ix-Xini è una piccola baia a forma di fiordo sulla costa sud di Gozo, incassata dentro una gola di pietra calcarea che scende ripida dal plateau di Xewkija verso il mare. Non è una destinazione facile: la strada per arrivarci è stretta, in discesa, con curve strette, e il parcheggio in fondo si esaurisce presto. Ma proprio questa scomodità è il motivo per cui la baia è ancora, dopo tutto, uno dei posti più belli e più tranquilli di Gozo, con acqua turchese profonda, una torre di guardia del 1661 sulla punta ovest e un ristorante di pesce sulla spiaggia dove pranzare vale il viaggio anche solo per quello.
Il nome
Il nome si pronuncia “im-jarr ish-shee-nee” e significa “porto delle galee”. Mġarr, come per la vicina località portuale di Mġarr Harbour, viene dall’arabo per porto, riparo, approdo; xini (plurale di xinja) era la parola maltese per le piccole galee di guerra medievali. È il posto dove i Cavalieri di San Giovanni nascondevano le loro imbarcazioni militari, e prima di loro dove attraccavano navi fenicie e romane.
Storia, in pillole
La baia è servita ai Cavalieri come porto discreto per le galee, protetto com’è dalle scogliere alte che lo rendono invisibile dal mare aperto finché non ci si è proprio dentro. Ma la stessa caratteristica che la rendeva utile ai Cavalieri fu la sua condanna nel 1551: durante il sacco ottomano di Gozo, dopo la caduta della Cittadella, i turchi di Sinan Pascià e Dragut usarono Mġarr ix-Xini come punto d’imbarco per portare via i circa cinquemila gozitani ridotti in schiavitù. La popolazione dell’isola si azzerò quasi completamente, e questa baia stretta fu il luogo fisico da cui l’isola perse le proprie persone.
La torre di guardia di cui parliamo tra poco fu costruita dopo, nel 1661, proprio per evitare che una cosa del genere si ripetesse.
La Torre di Mġarr ix-Xini
All’ingresso della baia, sulla scogliera occidentale, si vede da lontano la Torre di Mġarr ix-Xini, una torre di guardia quadrata a due piani. Fu completata nel giugno 1661 su progetto dell’architetto Mederico Blondel, costò 857 scudi finanziati dall’Universitas Gaudisii, il governo cittadino di Gozo. È la più grande delle quattro torri costiere sopravvissute a Gozo, insieme alla Torre di Xlendi, alla Torre di Dwejra e alla Torre di Isopu (le altre due, Garzes a Mġarr Harbour e la torre di Marsalforn, furono demolite in epoca britannica).
Il progetto è quello classico delle torri De Redin di Malta, con un dettaglio unico: è l’unica ad avere una scala di pietra con ponte levatoio invece della classica scala a pioli. Fu presidiata da un capitano e da due guardie fino al Novecento, e faceva parte di un sistema di segnalazione a fuoco e fumo che comunicava con la Cittadella e con le altre torri della costa. Oggi è stata restaurata da Wirt Għawdex, la NGO gozitana per il patrimonio, ed è aperta al pubblico in giorni selezionati (di solito nel weekend, con orari variabili per stagione).
Si raggiunge dalla spiaggia in una decina di minuti a piedi lungo un sentiero costiero recentemente sistemato, che si stacca dalla parte occidentale della baia.
Come arrivare
Questo è il punto delicato. Mġarr ix-Xini non è facile da raggiungere, ed è uno degli aspetti che ne definiscono il carattere. Le opzioni sono queste.
In auto è la scelta più comune. La strada scende da Xewkija (Triq l-Imġarr Ix-Xini) verso la baia, con l’ultimo tratto molto ripido e con curve strette dove due auto si passano a fatica. In estate il traffico rallenta e capita di fare code in doppio senso su quel tratto. Il parcheggio in fondo è piccolo, una quindicina di posti forse, e in alta stagione è pieno dalle nove del mattino in poi. Se non c’è posto tocca risalire e cercare qualche pietra bianca lungo la strada su cui incastrare la macchina, sperando che nessuno ti si incastri dietro.
In scooter o moto è la nostra opzione preferita, e quella che consigliamo a chi ha la patente giusta. Il mezzo a due ruote passa dove le auto si incastrano, e per il parcheggio non c’è mai problema.
A piedi è un’opzione seria per chi ha tempo e gambe. Da Mġarr Harbour (dove arriva il traghetto da Malta) parte un sentiero costiero che porta a Mġarr ix-Xini in 40-50 minuti attraverso campagna e panorami sul mare. È un’alternativa ottima per chi arriva dall’isola grande e non vuole prendere l’auto.
In autobus praticamente non si può: la fermata più vicina è a 1,8 km e la parte finale della strada non è a misura di pedone.
La spiaggia e il bagno
La spiaggia è piccola, di ciottoli, con qualche albero e ombrelloni piantati stagionalmente dal ristorante che c’è in loco. L’acqua è profonda subito, non ci sono bassifondi sabbiosi: chi si aspetta un ambiente da spiaggia familiare con bambini piccoli, non è il posto giusto. Chi cerca invece un mare pulito, profondo, dove buttarsi dal molo o entrare gradualmente dalle scalinate metalliche, qui trova uno dei posti migliori dell’isola.
L’acqua è tra le più limpide di Gozo, con visibilità che d’estate raggiunge tranquillamente i 20-30 metri. La corrente ricircola bene grazie all’apertura verso il mare aperto, e l’ombra delle scogliere alte rende la temperatura piacevole anche a metà agosto.
Snorkeling, diving, cavallucci marini
Mġarr ix-Xini è uno dei siti di snorkeling e diving più conosciuti dell’arcipelago maltese. La baia è tra i pochi posti del Mediterraneo dove si può ancora avvistare il cavalluccio marino a becco lungo (Hippocampus guttulatus), che vive tra le praterie di posidonia lungo i bordi rocciosi. Non è garantito vederlo, ma succede, e chi lo vede se lo ricorda.
Per i subacquei più esperti c’è anche un relitto: la MV Xlendi, ex traghetto passeggeri di linea Malta-Gozo, fu affondata deliberatamente il 12 novembre 1999 per creare una barriera artificiale. Purtroppo durante l’affondamento la nave si è capovolta ed è finita sul fondo a testa in giù, il che rende il relitto meno agevole di quanto previsto e sconsigliato ai subacquei inesperti. Le due scuole diving di Xlendi e Marsalforn organizzano immersioni guidate.
Il ristorante sulla baia
In fondo alla spiaggia, letteralmente sulla sabbia, c’è un unico ristorante di pesce. È un posto senza pretese, cucina gozitana tradizionale, frittura di mare, pasta e cozze, ricci di mare quando ci sono, vino locale. Il pesce è buono, il servizio è alla mano, i prezzi sono onesti per la zona.
Ma la verità, secondo noi che ci siamo tornati parecchie volte in vent’anni, è che la vera goduria di questo ristorante non è tanto quello che c’è nel piatto, quanto il fatto di mangiarlo lì, con la vista sulla baia stretta, il rumore dell’acqua a pochi metri, la torre in cima alla scogliera che chiude la scena. Una semplice frittura di calamari, mangiata in quel posto, assume un gusto completamente diverso.
Un consiglio pratico: programmate il pranzo, non la cena. La luce del mattino tardo o del primo pomeriggio è quella che rende giustizia alla baia; di sera si perde la vista, e in alta stagione la strada di ritorno al buio è sconsigliabile. In alta stagione la prenotazione è obbligatoria anche a pranzo, altrimenti si rischia di aver fatto la strada per niente.
La valle di Mġarr ix-Xini
Alle spalle della baia si apre una valle stretta, verde, che sale verso l’entroterra. Il primo tratto, subito dietro la spiaggia, è densamente vegetato e non sembra di stare a Gozo. Circa 600 metri dentro la valle c’è la Pumping Station di Mġarr ix-Xini, una piccola stazione di pompaggio britannica del 1897 che ha rifornito d’acqua buona parte dell’isola fino al 1960, oggi in disuso ma ancora visibile. Nella valle sono stati trovati anche reperti punico-romani (probabili strutture per la spremitura dell’uva) che indicano una presenza umana molto antica in queste gole.
La camminata è breve e comoda, ottima come sgranchimento dopo il bagno o come alternativa nelle mezze stagioni.
La scena hollywoodiana
Nel 2014 Mġarr ix-Xini è stata scelta da Angelina Jolie e Brad Pitt come location principale per il loro film By the Sea, uscito nel 2015. La produzione si è insediata nella baia per tre mesi tra agosto e novembre, ha costruito set temporanei e ha chiuso il posto agli esterni per lunghi periodi. Nel film la baia rappresenta un villaggio costiero francese degli anni Settanta, ma i gozitani riconoscono il posto immediatamente. Il film ha portato una piccola ondata di notorietà internazionale a Mġarr ix-Xini che, per fortuna sua, non ha inciso più di tanto sull’affluenza reale, complice la scomodità di accesso.
Meno affollato, ma anche fortuna
Riepilogando, Mġarr ix-Xini è tra le mete costiere meno affollate di Gozo anche in agosto, proprio perché non è comoda. Se andate in giornata, chi vi sta accanto sarà per lo più gente del posto, subacquei, qualche coppia di camminatori. Ma questo non significa che il posto sia mai vuoto: significa solo che la folla è dimezzata rispetto a Xlendi o Ramla, ed è un tipo di folla diverso. Trovare parcheggio all’ora di pranzo di un sabato di agosto resta un esercizio in cui serve un po’ di fortuna, come si dice a Gozo con il solito eufemismo.
Quando andare
La stagione migliore è da fine aprile a fine ottobre, con giugno e settembre come mesi ideali per bagno, luce e affluenza. In luglio e agosto la baia è comunque godibile ma il parcheggio è un problema, il ristorante va prenotato, e conviene arrivare presto (entro le nove e mezza del mattino) o accettare di risalire e riprovare più tardi. In primavera e in autunno la valle è verde, i sentieri sono percorribili senza scottarsi, e la torre è più spesso aperta al pubblico.
Per un itinerario di Gozo che leghi Mġarr ix-Xini a Xlendi sulla costa opposta o alle scogliere di Ta’ Ċenċ lì vicino, funziona bene una giornata in scooter partendo da Victoria. Se avete tempo per una sola tappa costiera fuori dai soliti giri, Mġarr ix-Xini è la nostra prima scelta.

