Reqqa Point (in maltese Ras ir-Reqqa) è il punto più a nord non solo di Gozo, ma di tutto l’arcipelago maltese. È un promontorio stretto e affilato che si allunga per una cinquantina di metri nel mare, sotto il villaggio collinare di Żebbuġ, a poca distanza a ovest delle saline di Xwejni. Non è un posto per il bagno tradizionale, non ha una spiaggia, non ha servizi. È un posto per chi vuole camminare su una scogliera di pietra chiara con il mare aperto a trecentosessanta gradi, per chi fa immersioni ai livelli avanzati, e per chi ha voglia di guardarsi intorno con calma le forme della roccia calcarea gozitana, che qui hanno raggiunto uno dei loro punti più elaborati.
Come arrivare
La strada costiera che collega Għasri a Marsalforn passa a poche centinaia di metri dal promontorio. Il modo più naturale per arrivarci è a piedi dalle saline di Xwejni: dieci minuti di camminata sui ripiani calcarei che si estendono a ovest delle vasche di sale, seguendo il profilo della costa fino al punto in cui la terra si affaccia più a nord. Chi arriva in auto o in scooter parcheggia sulla piattaforma di calcare piatto oltre le saline, dove i pickup dei diving lasciano l’attrezzatura, e finisce a piedi.
Non c’è un servizio autobus diretto. Chi si affida ai mezzi pubblici prende la linea 310 fino alla fermata Xwejni e poi cammina i dieci minuti di cui sopra. La combinazione più efficiente per chi non ha mezzi propri è passare mezza giornata insieme con Marsalforn, saline di Xwejni, Reqqa Point e ritorno.
La roccia
La cosa che colpisce a Reqqa Point è la roccia. Il calcare globigerina di questa parte di costa, esposto per secoli al vento salmastro, all’acqua e agli sbalzi di temperatura, ha assunto forme che è difficile descrivere senza vederle. Superfici quasi lisce che digradano nel mare, dossi arrotondati che sembrano panettoni caduti, fessure lineari che tagliano il piano roccioso con precisione geometrica, piccole depressioni tondeggianti come pozzi. Un amico dice sempre che passeggiando qui ha la sensazione che Dio si sia messo a fare castelli di sabbia, e la definizione ci sembra la più onesta: non è un paesaggio grandioso, è un paesaggio che rivela la sua bellezza al secondo sguardo, quando ci si mette a guardare da vicino le forme della pietra invece del panorama.
Alcune delle depressioni tonde nella roccia non sono naturali: sono antiche vasche scavate a mano dai lavoratori del sale nei secoli, oggi in parte abbandonate, in parte ancora usate come piccoli complementi alle saline principali di Xwejni.
Le saline dell’orologiaio
La parte occidentale delle saline che si estendono verso Reqqa Point ha una storia particolare, che avevamo già accennato parlando di Wied il-Għasri. Nel Settecento un orologiaio maltese possedeva la valle interna e ideò un sistema di pulegge per pompare acqua di mare fino alla sommità della falesia, dove poi veniva convogliata nelle vasche di evaporazione tra Xwejni e Reqqa. Le nicchie squadrate che si vedono sulle pareti calcaree di Wied il-Għasri, i pozzi rotondi che si trovano qui, i canali scavati sulla piattaforma sono i resti di quello stesso sistema, che ha funzionato fino al secolo scorso prima di essere abbandonato per il pompaggio a motore.
Le vasche ancora attive nella zona ovest sono lavorate dalla famiglia Attard (con il marchio Natural Xwejni Sea Salt) e dalla famiglia Axiaq da cui gli Attard hanno ereditato l’attività: sono le stesse famiglie che nel post sulle saline di Xwejni avevamo raccontato al lavoro tra maggio e settembre. Storicamente questo era il punto vendita del sale per gli abitanti dei villaggi del nord di Gozo (Xwejni era invece frequentata dai villaggi del sud), e il giorno tradizionale per l’approvvigionamento annuale era la festa di Sant’Anna il 26 luglio.
Sito Natura 2000
Reqqa Point è riconosciuto come sito Natura 2000, con doppio status di zona speciale di conservazione (SAC) e zona di protezione speciale (SPA). Il valore ecologico riguarda sia le formazioni geologiche sia le specie che frequentano la punta: uccelli marini di passo, flora costiera resistente al sale, ambiente sommerso ricco di vita. La designazione comporta alcune restrizioni sull’uso del suolo (niente sviluppi edilizi, uso limitato dei mezzi motorizzati fuori dai sentieri esistenti) ma per il visitatore comune non cambia il modo di visitare il posto: si arriva, si cammina, si guarda, si va via senza lasciare tracce.
Diving: Reqqa Reef
Sotto la superficie del mare, Reqqa Point è probabilmente il sito di immersione più famoso della costa nord di Gozo. La combinazione di topografia sottomarina e vita marina lo rende una tappa quasi obbligata per chi fa un viaggio di diving sull’isola.
Le caratteristiche principali del sito sono un camino verticale (chimney) che scende dalla superficie fino a diciassette metri circa sul lato est, dentro il quale i subacquei possono passare guardando la luce dal basso; grandi massi di dimensioni notevoli sparsi sul fondo; una parete verticale (drop-off) sul lato ovest che scende rapidamente oltre i sessanta metri per i subacquei più avanzati; e la vicina Shrimp Cave, grotta parzialmente sommersa dove si osservano gamberi mediterranei e altre specie di scogliera. La visibilità in condizioni buone d’estate arriva regolarmente oltre i trenta metri.
La vita marina è tra le più ricche dell’arcipelago: grandi cernie, dentici, razze aquila, barracuda in caccia, scorpene, murene, e occasionalmente pesci più rari che entrano dal mare aperto. Le scuole diving di Marsalforn e Xlendi organizzano regolarmente uscite qui, con accesso da terra e ingresso in acqua da una piattaforma bassa o dalla scaletta metallica installata d’estate.
Snorkeling
Per chi non fa immersioni con le bombole, Reqqa è comunque interessante come punto di snorkeling, con la premessa che il mare qui è più aperto e mosso rispetto ai punti riparati come Ħondoq ir-Rummien. Nelle giornate calme si entra dalla scaletta installata a est, si pinneggia lungo la parete rocciosa e si vede in superficie una porzione di quello che i subacquei vedono più in profondità. Non è per principianti, e non è mai da fare da soli.
Con il vento nord-occidentale (il maestrale, dominante in questa parte di costa) il mare diventa mosso rapidamente e l’ingresso in acqua diventa scomodo o pericoloso. Prima di scendere in acqua conviene sempre guardare bene le condizioni: se le onde battono contro la punta con schiuma bianca, è un’altra giornata.
Cosa vale la pena sapere
Reqqa Point non ha servizi. Nessun chiosco, nessun bagno, nessuna area attrezzata. Chi ci arriva porta acqua, cappello, scarpe con la suola che non scivoli sulla roccia bagnata. L’ombra è praticamente inesistente, la roccia rimanda il calore d’estate, quindi il pieno pomeriggio di luglio-agosto non è il momento migliore per passeggiate lunghe.
Il posto è aperto sempre, l’accesso è libero e gratuito, non ci sono orari. Il flusso di visitatori è basso rispetto ad altri punti costieri di Gozo: si vedono soprattutto subacquei con la loro attrezzatura, qualche fotografo che cerca luci particolari, gente del posto che passa per il bagno tarda serata quando gli altri se ne sono andati.
Una scultura in arrivo
Un’aggiunta recente al programma culturale della zona: è stata avviata la commissione per installare a Reqqa Point una scultura in bronzo dello scultore gozitano Austin Camilleri (classe 1972), lo stesso autore della statua di San Giorgio del 1991 che si porta in processione durante la festa di San Giorgio a Victoria. Il progetto è ancora in fase di realizzazione al momento della pubblicazione di questo post e aggiorneremo la pagina quando l’opera sarà collocata sul promontorio.
Quando andare
Le stagioni migliori sono maggio-giugno e settembre-ottobre: temperature moderate, mare in genere calmo, luce ancora buona per la fotografia. In piena estate il posto è visitabile la mattina presto o dopo le diciassette, quando il sole non picchia sulla piattaforma calcarea. Da novembre a marzo le condizioni sono più variabili con il maestrale: nelle giornate calme il paesaggio invernale è drammatico e vale la visita, ma in molti giorni il mare è troppo mosso per avvicinarsi al bordo.
Per una passeggiata completa sulla costa nord che unisce tutti i punti principali, il percorso Marsalforn – Qbajjar – saline di Xwejni – Reqqa Point – eventualmente Wied il-Għasri copre un tratto di tre-quattro chilometri in condizioni di buona pedonabilità, con il mare sempre a destra e la campagna dei villaggi di Żebbuġ e Għasri a sinistra. Per la logistica generale di Gozo c’è la guida a Victoria.

