Cosa vedere a Gozo oltre Victoria

Gozo è lunga una quindicina di chilometri e larga sette, e da quasi ogni punto si vede il mare. Sulla carta sembra un’isola da girare in giornata: traghetto del mattino, giro dei posti famosi, traghetto della sera. È il programma di molti, ed è il motivo per cui molti ripartono convinti di aver visto Gozo quando hanno visto soprattutto la strada. Questa guida riprende da dove finisce la nostra guida a Victoria e mette in ordine il resto dell’isola, zona per zona, con i tempi reali, i mezzi che funzionano, quelli che funzionano meno, e un paio di cose che preferiremmo fossero diverse.

Per chi ha fretta

  • Quanto tempo: almeno tre giorni per farsi un’idea, una settimana per vederla con calma. In giornata si vedono tre o quattro posti, non l’isola.
  • Come muoversi: auto o scooter se possibile. Con l’autobus si arriva quasi ovunque, ma quasi tutte le linee partono da Victoria e passano una volta all’ora.
  • Le cinque zone: il nord (Marsalforn e le saline), il nord-est (Ramla e Ġgantija), l’ovest (Dwejra e Ta’ Pinu), il sud (Xlendi e Mġarr ix-Xini), l’est (il porto, Nadur, Comino).
  • Quando andare: da aprile a giugno e da settembre a novembre. Ad agosto il parcheggio delle baie piccole finisce prima delle nove del mattino.
  • Cosa non aspettarsi: vita notturna, piatti indimenticabili, un’isola senza cantieri.

Quanti giorni servono davvero

La domanda che ci sentiamo fare più spesso è se basta un giorno. La risposta onesta è no. Non perché Gozo sia grande, ma perché gli spostamenti mangiano le ore: strade strette che attraversano i paesi, baie in fondo a discese dove il parcheggio ha quindici posti, autobus da aspettare. Chi arriva da Malta in giornata ne perde già due o tre tra il viaggio fino a Ċirkewwa, la traversata e il ritorno. Il tempo che resta basta per Victoria e una o due tappe, Ramla oppure Dwejra, e poco altro.

Con tre giorni si comincia a ragionare: una zona per mattina, il pomeriggio al mare o in una delle valli, la sera a Victoria o su una baia. Con una settimana si vede tutto quello che raccontiamo qui sotto e avanza tempo per tornare nei posti che sono piaciuti di più, che a nostro parere è il modo migliore di stare su quest’isola. Per traghetti, fast ferry e collegamenti con Malta rimandiamo alla sezione “Come arrivare” della guida a Victoria.

Come muoversi

In autobus

La rete di Gozo è fatta a stella. Quasi tutte le linee partono dal terminal di Victoria, raggiungono un paese o una baia e tornano indietro, quindi per andare da una costa all’altra si passa quasi sempre dal capoluogo e si cambia. L’eccezione utile è la 322, che collega il porto di Mġarr a Nadur, Ramla, Xagħra e Marsalforn senza passare da Victoria.

Il punto debole è la frequenza. La 301, la navetta tra il porto e Victoria, passa spesso, nelle ore centrali anche ogni quarto d’ora. Quasi tutte le altre linee passano una volta all’ora, e la 322 ogni tre quarti d’ora o un’ora e mezza a seconda del giorno. Un autobus perso significa un’ora seduti a una fermata, d’estate spesso al sole. Il consiglio pratico è scaricare l’app tallinja, che mostra le posizioni dei mezzi in tempo reale, e costruire la giornata intorno agli orari, non il contrario. Percorsi e orari aggiornati sono sul sito di Malta Public Transport. Quasi tutte le linee fanno l’ultima corsa tra le dieci e le undici di sera, la 301 un po’ più tardi; dopo mezzanotte resta solo la notturna N301 tra Victoria e il porto.

In auto o in scooter

Con un mezzo proprio Gozo cambia faccia. Si guida a sinistra, le strade di campagna sono strette e spesso senza banchina, nei paesi capita di incrociare un camion in retromarcia: niente di drammatico, serve solo pazienza. Il vero problema è il parcheggio nelle baie piccole. A Mġarr ix-Xini, Wied il-Għasri e Dahlet Qorrot i posti sono pochi, e d’estate finiscono presto la mattina.

Per questo, dalla nostra esperienza, lo scooter è la soluzione più pratica: passa dove l’auto si incastra, si lascia quasi ovunque, consuma poco. Serve la patente adatta alla cilindrata, da verificare con il noleggio prima di prenotare. I noleggi sono concentrati a Mġarr, vicino al terminal dei traghetti, e a Marsalforn.

In bicicletta

Qui serve una correzione, perché l’idea è diffusa: l’isola è piccola, quindi la si gira in bici. Gozo però è fatta di altopiani e di valli, e quasi ogni baia sta in fondo a una discesa che al ritorno diventa una salita, spesso ripida e spesso sotto il sole. Con una bicicletta normale, per chi non è allenato, la fatica si mangia il piacere. Con una bici elettrica il discorso cambia. Diversi noleggi sull’isola le affittano, con prezzi che partono da circa 26-30 euro al giorno, e per chi ama pedalare sono un buon modo di girare la costa nord o le campagne dell’ovest.

Taxi e Bolt

Taxi e app come Bolt funzionano anche a Gozo, e sulle distanze dell’isola le corse costano poco. Sono la risposta ai buchi della rete di autobus: la grotta di Calipso, Mġarr ix-Xini, il ritorno da una baia quando il prossimo bus è tra cinquanta minuti.

Gozo zona per zona

Abbiamo diviso l’isola in cinque zone, ciascuna visitabile in mezza giornata o in una giornata tranquilla. Per quasi ogni luogo c’è un nostro post con i dettagli pratici. Qui diciamo cosa c’è, come si combina e cosa aspettarsi.

Il nord: Marsalforn e la costa delle saline

Marsalforn è la principale località balneare dell’isola, un villaggio di pescatori diventato paese di appartamenti e di locali sul lungomare. Non è la baia più bella di Gozo, e le costruzioni degli ultimi vent’anni ne hanno cambiato il profilo, ma è comoda, servita, e da qui parte una delle passeggiate migliori dell’isola.

Seguendo la costa verso ovest si arriva alle saline di Xwejni: circa trecento vasche scavate nella roccia, dove un paio di famiglie producono ancora sale marino a mano. D’estate il lavoro si vede dal vivo, e il sale si compra in una grotta scavata lungo la strada. Lungo il percorso si incontra la batteria settecentesca di Qolla l-Bajda, di cui abbiamo raccontato il restauro. Oltre le saline, la piattaforma calcarea prosegue fino a Reqqa Point, il punto più a nord dell’arcipelago: niente spiaggia, niente servizi, solo mare aperto e una roccia modellata dal vento e dal sale in forme che vale la pena guardare da vicino.

Poco più a ovest, Wied il-Għasri è una gola stretta che scende fino a una spiaggetta di ciottoli, dove stanno comode una ventina di persone e non di più.

In autobus: la 310 da Victoria per Marsalforn e per la fermata Xwejni, da cui le saline e Reqqa sono a pochi minuti a piedi. Per Wied il-Għasri la linea più comoda è la 309 fino alla fermata Onici, poi un quarto d’ora abbondante di cammino. A piedi, Marsalforn, le saline e Reqqa Point stanno comodamente in una mattina.

Il nord-est: Ramla, le grotte e l’altopiano di Xagħra

Ramla Bay, in maltese Ir-Ramla l-Ħamra, è la spiaggia più grande di Gozo e una delle poche dell’arcipelago con sabbia vera, di un arancione ruggine che non si trova altrove. Ha bagni, chioschi, ombrelloni a noleggio. Ad agosto è piena, e lo spazio basta comunque per tutti.

I due promontori che la chiudono hanno ciascuno la sua grotta. A ovest la grotta di Calipso, legata dalla tradizione all’Odissea, è chiusa dal 2012 per ragioni di sicurezza: ci si va per il panorama sulla baia, non per la grotta. A est la grotta Tal-Mixta, nel territorio di Nadur, inquadra Ramla dall’alto come una finestra di pietra. Come combinare le tre tappe, con e senza mezzo proprio, lo spieghiamo nella guida a Ramla Bay e alle due grotte.

Sopra la baia, sull’altopiano, c’è Xagħra con i templi di Ġgantija, costruiti tra il 3600 e il 3200 avanti Cristo e iscritti nella lista UNESCO. Sono tra gli edifici in pietra più antichi del mondo, e sono ruderi originali, non ricostruzioni: chi si aspetta Stonehenge resta spiazzato, chi si prende il tempo di passare prima dal centro visitatori capisce cosa sta guardando. Il biglietto comprende il mulino a vento Ta’ Kola, a due minuti a piedi.

In autobus: la 302 da Victoria per Ramla, la 307 per Xagħra e Ġgantija. La 322 collega Ramla, Xagħra e Marsalforn tra loro, e permette di unire questa zona con quella precedente senza tornare a Victoria.

L’ovest: Dwejra, Wied il-Mielaħ e Ta’ Pinu

Per decenni Dwejra è stata il posto più fotografato di Gozo, grazie alla Azure Window, l’arco di roccia crollato in mare nel marzo del 2017. Molte guide la mostrano ancora. Chi arriva oggi trova quello che c’era intorno: la Fungus Rock, lo scoglio che i Cavalieri sorvegliavano per una pianta medicinale, la torre del 1652, il Blue Hole dove scendono i subacquei e l’Inland Sea, uno specchio d’acqua chiuso collegato al mare aperto da un tunnel nella roccia, dove partono barche per un giro di un quarto d’ora a pochi euro. Non è la cartolina di una volta, ma giustifica ancora il viaggio.

Più a nord, in fondo a una valle che scende dalle campagne di Għarb, Wied il-Mielaħ ha un arco naturale più piccolo, che dopo il crollo del 2017 ha ereditato parte dei visitatori. Non è la Azure Window e non prova a esserlo: è un arco sospeso su un piccolo golfo di scogliera, con piattaforme panoramiche sul lato est.

A poca distanza, isolato in mezzo alla campagna, c’è il santuario di Ta’ Pinu, il santuario mariano nazionale. La basilica neoromanica fu costruita a partire dal 1920, dopo che nel 1883 una donna di Għarb, Karmni Grima, raccontò di aver sentito una voce nella vecchia cappella. Anche chi non è credente fa bene a entrare: le stanze degli ex voto, con fotografie, lettere, stampelle, medaglie e biglietti scritti a mano, raccontano Gozo più di tanti musei.

In autobus: la 311 da Victoria per Dwejra, la 308 fino alla fermata Pinu per il santuario. Da lì a Wied il-Mielaħ sono circa tre chilometri a piedi, quasi tutti in leggera discesa, il che vuol dire in salita al ritorno.

Il sud: Xlendi e Mġarr ix-Xini

La costa sud è fatta di scogliere alte, interrotte da valli che arrivano al mare e formano due baie strette come fiordi. Xlendi è la più grande e la più frequentata: una spiaggetta di sabbia e ghiaia, il lungomare con i ristoranti, e sulla punta ovest la torre di guardia del 1650, restaurata da Din l-Art Ħelwa e riaperta al pubblico nel 2023. Il rovescio della medaglia sono gli edifici di più piani costruiti sui due lati della baia, alcuni di una volumetria che nessuno, onestamente, dovrebbe difendere. Da Victoria ci arrivano la 306 e la 330.

Mġarr ix-Xini è l’opposto: una gola che scende ripida sotto Xewkija, una torre del 1661, un piccolo ristorante e un parcheggio da una quindicina di posti. In autobus praticamente non si arriva, perché la fermata più vicina è a quasi due chilometri, e d’estate con l’auto conviene essere lì prima delle nove e mezza. È proprio questa scomodità ad averla tenuta com’è.

In questa zona ci sono anche le scogliere di Ta’ Ċenċ, sopra Sannat, e la Rotonda di Xewkija, la chiesa con la cupola che si vede da mezza isola. Hanno entrambe un post dedicato in programma nei prossimi mesi.

L’est: il porto, Nadur e Comino

È la zona che tutti attraversano e pochi guardano, perché si sbarca a Mġarr e si sale subito sull’autobus. A dieci-quindici minuti a piedi dal terminal dei traghetti c’è Gorgun, una piccola cala di scogli sotto Fort Chambray con vista sul canale e su Comino, senza servizi di alcun tipo. Il paese sopra il porto è Għajnsielem.

Più a est, nel territorio di Qala, Ħondoq ir-Rummien è una spiaggia piccola di sabbia chiara e ciottoli che guarda dritta verso Comino, adatta anche ai bambini. D’estate conviene arrivare prima delle nove, per il parcheggio e per un posto sulla sabbia. Da Victoria ci si arriva con la 303. Sulla costa nord-orientale, tra Qala e Nadur, Dahlet Qorrot è la baia dei gozitani: rimesse per le barche scavate nella roccia, pochi turisti, un parcheggio che d’estate si riempie in fretta.

Da Mġarr partono anche le barche per Comino. Per scendere a terra alla Blue Lagoon dal 1° maggio 2025 serve un pass gratuito, da prenotare online su blcomino.com scegliendo una delle fasce orarie. Non date per scontato che sia compreso nel biglietto della barca, perché spesso va prenotato a parte, e a luglio e agosto le fasce migliori si esauriscono con largo anticipo. L’acqua è davvero del colore delle foto. La folla, nelle ore centrali d’estate, anche.

Cosa aspettarsi, senza giri di parole

Mangiare

Chi arriva a Gozo cercando il piatto della vita rischia di restare deluso. Chi vuole mangiare bene, pesce del giorno e cucina semplice, i ġbejniet (i formaggini tradizionalmente di latte di pecora), la ftira gozitana, seduto su una terrazza sul mare o in una piazza di paese, ha invece ottime probabilità di tornare contento. Qui il posto conta spesso quanto il piatto, e a noi il compromesso va benissimo. Nelle guide non facciamo nomi di ristoranti per una ragione pratica: a Gozo cambiano gestione, chef e prezzi con una frequenza che renderebbe vecchio qualunque consiglio nel giro di una stagione.

Dormire

Dopo la pandemia bed and breakfast e appartamenti in affitto breve si sono moltiplicati in tutta l’isola. Tra i nuovi ce ne sono alcuni gestiti con un entusiasmo sincero, che si vede dalla cura dei dettagli e dal modo in cui rispondono ai messaggi. Altri sono gestiti con meno attenzione, e le foto degli annunci non sempre raccontano tutto. Due controlli aiutano: leggere le recensioni più recenti invece della media, e verificare che la struttura abbia la licenza della Malta Tourism Authority, obbligatoria per ogni alloggio turistico. Per gli affitti brevi il numero di licenza si può controllare sul sito dell’MTA, che da giugno 2026 applica regole più severe a questo tipo di strutture.

I cantieri

È la parte che ci piace meno scrivere, ed è anche la più vera. Oggi, da qualunque punto di Gozo, si vedono gru da costruzione, e non una o due: spesso cinque o sei insieme. Non è un’esagerazione e non riguarda una zona in particolare, riguarda l’isola intera. Palazzine al posto delle case di campagna, blocchi di appartamenti ai margini dei paesi, scavi accanto alle baie. Non siamo ancora ai livelli di Malta, ma la direzione è quella, e in diversi punti l’isola sta diventando brutta. Sarebbe disonesto non dirlo a chi la sceglie proprio perché se la immagina diversa. Il consiglio pratico è mettere in conto il rumore di un cantiere anche in vacanza, e prima di prenotare un alloggio controllare su una mappa satellitare recente cosa c’è intorno, non solo dentro.

La sera

La vita notturna a Gozo praticamente non esiste. Si cena, si fanno due passi sul lungomare di Marsalforn o di Xlendi, si beve qualcosa in piazza a Victoria, e verso mezzanotte l’isola va a dormire. L’eccezione sono le feste patronali d’estate, con bande, luminarie e fuochi, che tra giugno e settembre riempiono i fine settimana di un paese dopo l’altro. Ne abbiamo raccontate due, la festa di San Giorgio e quella di Santa Marija a Victoria. Chi cerca discoteche e locali fino all’alba deve prendere il traghetto per Malta, tenendo presente che di notte le corse si diradano.

Souvenir

Una nota positiva, per una volta. I negozi di souvenir a Gozo hanno in genere prezzi ragionevoli, e la maggior parte non cerca di spremere chi passa. Le cose tipiche, il pizzo al tombolo, il sale di Xwejni, il miele, i ġbejniet stagionati al pepe, costano il giusto, e spesso le vende chi le produce.

Dove fare base

Per chi si muove in autobus, la base più comoda è Victoria: tutte le linee passano dal terminal e ogni zona di questa guida è a venti-quaranta minuti. Marsalforn e Xlendi hanno il mare sotto casa e più servizi in estate, ma da lì ogni spostamento verso l’altra parte dell’isola significa un cambio a Victoria, oppure un mezzo proprio. Le case di campagna e i farmhouse sparsi nei paesi sono spesso i più belli e i più tranquilli, ma quasi sempre impongono l’auto o lo scooter.

Quando andare

Primavera e autunno, senza dubbio. Da aprile a giugno la campagna è ancora verde e le baie sono tranquille. Da settembre a novembre il mare è caldo e i turisti calano (questa guida esce a fine settembre, ed è il periodo in cui Gozo piace di più anche a noi). Luglio e agosto funzionano, ma nelle baie piccole il parcheggio finisce prima delle nove, Ramla è piena e le salite verso grotte e belvedere sotto il sole pesano. L’inverno è mite, con molte giornate limpide adatte a camminare lungo la costa, però alcuni locali nelle località balneari chiudono e il mare è spesso mosso. Le temperature e il calendario degli eventi stagione per stagione sono nella guida a Victoria.

Attenzione alla pioggia: nell’arcipelago non piove spesso ma quando lo fa è una pioggia seria. Se venite a settembre rischiate di fare conoscenza con una thunderstorm, niente di pericoloso ma poco piacevole. Tenete d’occhio le previsioni del tempo, spesso molto accurate, non pianificate gite all’aperto quando è prevista pioggia forte. La buona notizia è che durano poco.

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